La Federal Reserve è una bomba a orologeria

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di Marco Mairate 18 Giugno 2009 | 08:55
Da Washington le prime reazioni alla più grande ‘Riforma della regolamentazione finanziaria del 21esimo secolo’ decisa da Barack Obama. Ma secondo Cole Kendall, far diventare la Federal Reserve il controllolore dei controllori, non farà che minare l’indipendenza di questo istituto.

BFC: Cole cosa ne pensi della ‘riforma copernicana’ presentata ieri da Obama?

Cole Kendall:
Credo che il piano illustrato ieri da Obama abbia un difetto di fondo, concentrare troppi poteri regolatori in un unico soggetto, la Fed appunto.

BFC: Qual’è la paura?

CK: Concentrare troppi poteri nella Fed metterà fine alla indipendenza di questo istituto. Ad un certo punto, in futuro, la Fed dovrà prendere decisioni importanti che susciteranno una risposta forte da parte delle istituzioni finanziarie; questo molto probabilmente distruggerà la Fed come istituzione indipendente. Per questo motivo o il piano deciso ieri verrà cambiato o si decreterà al fine della FED.

BFC: finora la Fed ha goduto di grande indipendenza…..

CK: La Fed ha una lunga storia di indipendenza. Sotto l’attuale presidenza, la Fed è stata capace di agire nonostante i piccoli interventi da parte del Congresso o del Presidente. Ma non è sempre stato così. A causa dei conflitti politici sorti durante la Grande Depressione, la Fed ha perso la maggior parte dei propri poteri e le decisioni sui tassi di interesse sono state demandate al Tesoro. La Fed è abbastanza conscia dei continui attacchi alla sua indipendenza. Per questo tutti i funzionari della Fed, a qualsiasi livello, cercano di evitare conflitti diretti con il Congresso, il Presidente e l’industria finanziaria. I funzionari che lavorano alla Federal Reserve sono abbastanza sicuri di essere molto vicini alla perdita della propria indipendenza.

BFC: Quali pressioni vengono esercitate sul Presidente di questo istituto?

CK: Esaminando le recenti testimonianze tra il presidente della Fed, Ben Bernanke e il numero uno di Bank of America (relativamente all’acquisizione di Merrill Lynch) hanno evidenziato i pericoli di un aumento dell’autorità del regolatore. Il presidente Bernanke (o il suo successore) dovranno fare frequenti apparizioni al Congresso per spiegare non solo la politica monetaria del paese ma anche le decisioni in materia di regolamentazione. Ma se Bernanke ha sempre dimostrato di trovarsi a proprio agio durante queste interrogazioni, non è detto che il prossimo presidente della Fed sia in grado di sopravvivere a queste condizioni e il Congresso potrebbe allora decidere di riorganizzare la Fed.

BFC: Qual è allora il tuo augurio?

CK:
Spero che con un pò di fortuna, il Congresso riscriva il piano finanziario descritto ieri e ridimensioni il ruolo della Fed nel regolare le istituzioni finanziarie. Ma se questo piano andrà avanti come promesso, la Fed ha poche speranze di sopravvivere al prossimo ciclo economico, per lo meno con la forma attuale.

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