C’è valore nei mercati emergenti?

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di Finanza Operativa 20 Novembre 2018 | 15:00

Aa cura di Raheel Altaf, gestore della strategia Artemis Global Emerging Markets
Le azioni dei mercati emergenti si sono ritrovate di nuovo nell’occhio del ciclone, nella scia dei ribassi determinati dall’ondata di vendite di ottobre sui mercati globali che ne hanno fatto scendere gli indici ai livelli raggiunti all’inizio dello scorso anno. Negli ultimi 12 mesi l’MSCI Emerging Market Index ha perso il 10,1% in termini di euro.
Nonostante questa volatilità (a livello globale), ci sono motivi per ritenere che, relativamente alle altre regioni, i mercati emergenti offrono decisamente valore. Molte delle situazioni che hanno messo a dura prova gli umori del mercato (preoccupazioni per una guerra commerciale; il dollaro alto) potrebbero essere considerate come già “nel prezzo”. Il dollaro si è stabilizzato e nei prossimi mesi si dovrebbero manifestare gli effetti della liquidità che la banca centrale cinese ha aggiunto al mercato.
L’Indice MSCI Emerging Markets ora è caratterizzato da un P/E anticipato di 10,4x, vale a dire un livello di poco superiore ai minimi di agosto 2015 e dell’inizio del 2016.  Quello che questi dati relativi agli indici e al p/e non dicono, però, è che il “valore” di recente ha sovraperformato la “crescita” in tutte le regioni dall’inizio di ottobre. Nei mercati emergenti le azioni di valore hanno addirittura sovraperformato dalla fine di luglio. Forse non c’è da sorprendersi, alla luce del recente clima di cautela sulle valutazioni di alcune azioni difensive e tecnologiche e dell’aumento dei prezzi del petrolio. È possibile che questo sia il segnale di una rotazione, peraltro lungamente attesa, dai titoli di crescita a quelli di valore?
D’altro canto, se è vero che i mercati emergenti nel loro insieme presentano multipli di valutazione bassi, il Global Emerging Markets Fund di Artemis è ancora più conveniente. Il nostro portafoglio ha un P/E anticipato medio pari a 7,5x, quindi con uno sconto del 28% rispetto al mercato, e si trova perciò ai minimi storici in termini di P/E anticipato relativo. Ad ogni modo anche se ha sovraperformato il suo indice di riferimento negli ultimi mesi, il fondo ha mantenuto un buono sconto. La preferenza del fondo per le azioni di valore continua ad essere il fattore che lo contraddistingue dai suoi pari.
Per quanto riguarda i vari paesi, le posizioni maggiormente sovrappesate del fondo sono in Cina e in Russia mentre quelle maggiormente sottopesate sono in Corea e Taiwan, mercati caratterizzati da una forte presenza di titoli tecnologici. In termini di settori, privilegiamo il settore energetico, quello delle utility e il settore immobiliare. Abbiamo invece un’esposizione minore verso i settori con azionariato più diffuso, quali quello della tecnologia e quello dei beni di consumo.
Per quanto riguarda il futuro, riteniamo che lo sconto rispetto al mercato si rivelerà positivo per il fondo. A nostro avviso, i mercati emergenti continuano ad offrire accesso a società di caratura mondiale, spesso a prezzi molto più bassi che nel resto del mondo.

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