Prospettive di ripresa per fine anno

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di Finanza Operativa 20 Novembre 2018 | 12:00

A cura di Anima Sgr
Dopo un mese di ottobre caratterizzato da una raffica di avversione al rischio, che ha penalizzato i mercati azionari, nelle ultime settimane si è assistito ad un rimbalzo delle borse globali. La recente volatilità è stata alimentata da una nuova escalation di rischi politici e in particolare dalla situazione dell’Italia, che rimane ancora incerta, alla luce della lunga trattativa con la Commissione Ue, su contenuti e misure della legge di bilancio 2019.
Non sono, però, mancati sviluppi politici anche su altri fronti. In Europa la questione Brexit resta ancora aperta, con l’eventualità anche di un nuovo referendum sul tema e i rapporti commerciali tra Usa e Cina restano tesi, in attesa dell’incontro tra i due Presidenti in occasione del G20 di fine novembre che si terrà in Argentina, a Buenos Aires. Inoltre, va considerato che il ciclo economico americano dura ormai da dieci anni e che le politiche monetarie delle principali Banche Centrali a livello globale, dopo essere state per lungo tempo eccezionalmente accomodanti, stanno diventando più restrittive. Un processo, questo, che prosegue gradualmente, ma che sta portando a tassi di interesse in rialzo e ad una contrazione della liquidità a livello globale, con conseguente passaggio ad un nuovo regime di volatilità sui mercati, superiore al passato.
A proposito, in occasione del meeting del 7 e 8 novembre, il Fomc della Fed, infatti, ha confermato la politica di graduale aumento dei tassi e la prossima stretta in occasione della riunione di dicembre. In questo scenario è possibile che si verifichi il tradizionale rally di fine anno? Indubbiamente il contesto continuerà ad essere molto sfidante. Tuttavia le premesse per una ripresa dei mercati a fine anno potrebbero esserci. A maggior ragione dopo le elezioni di medio termine del 6 novembre negli Stati Uniti, che hanno confermato le attese dei mercati, ovvero la maggioranza del Senato ai Repubblicani e la conquista della maggioranza della Camera Bassa del Congresso da parte dei Democratici.
A parere del team gestionale di Anima, dunque, la recente fase di debolezza può essere sfruttata come un’opportunità di acquisto, con la prospettiva di un recupero dei mercati nell’ultima parte dell’anno. Infatti, nelle prossime settimane, alcuni eventi potrebbero contribuire a rendere lo scenario più ottimista: si auspica la possibile ripresa delle trattative fra Stati Uniti e Cina sulle tematiche commerciali, ma anche il raggiungimento di un accordo di massima su Brexit, senza dimenticare la probabile implementazione di un nuovo piano di stimolo fiscale in Cina, in risposta al rallentamento dell’economia e ai primi impatti del protezionismo avviato dall’Amministrazione Trump.
Pertanto, un approccio tattico e flessibile resta ancora determinante e a riprova il giudizio sulle attività rischiose da prudente (con un posizionamento di sottopeso) diventa più costruttivo, con l’attività di stock picking e le scelte settoriali che diventano ancora più cruciali nell’ottica di cogliere un potenziale rally di fine anno. Riteniamo che la correzione abbia lasciato sul campo valutazioni più appetibili e i premi al rischio sembrano remunerare adeguatamente i numerosi fattori di incertezza che, nonostante i possibili sviluppi positivi di breve periodo, continueranno a pesare sui mercati. Mercati obbligazionari e valute Valutazione neutrale sui governativi Core.
Le ultime settimane sono state dense di eventi che hanno ancora condizionato i mercati obbligazionari. Si è assistito ad un rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato core, in particolare in Usa sotto la spinta dei forti dati macro e di una Fed che prosegue con convinzione la normalizzazione dei tassi. In Area euro, si è assistito al ritorno delle pressioni sull’Italia, dove lo spread Btp/Bund 10 anni rimane vicino alla soglia dei 300 punti base. Di qui, il giudizio sulle obbligazioni governative core resta tatticamente neutrale ma strategicamente negativo, in particolare in Area Euro dove il processo di normalizzazione dei tassi è frenato dai rischi politici.
Confermata anche la cautela sui Titoli di Stato italiani, in attesa delle prossime mosse di Governo e Commissione Europea. Riteniamo che una stabilizzazione dello spread sia possibile, ma sarà determinante la qualità del dialogo tra Italia e istituzioni europee. Nessun cambiamento anche per le obbligazioni societarie su cui la view viene mantenuta prudente e che necessitano di un approccio cauto e sempre più selettivo, dal momento che sia i titoli investment-grade sia gli high- yield risultano sensibili al contesto attuale.
Si rafforza, di contro, il giudizio positivo sulle obbligazioni emergenti supportato dalla stabilizzazione che si riscontra sia sui rendimenti che sulle principali valute che fanno riferimento a questi mercati. Infine, sul fronte dei cambi, se il giudizio su yen e dollaro è neutrale, migliora invece la valutazione sulla sterlina sulla base degli sviluppi che si auspicano sull’annosa questione Brexit.

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