Super Federal Reserve: pochi consensi intorno alla proposta di Obama

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di Marco Mairate 18 Giugno 2009 | 13:15
Quella che Obama ha definito il più grande cambiamento nella storia della finanza dalla Grande Depressione, sembra non trovare grande sostegno tra asset manager, hedge fund e banche. (Nella foto il presidente della American Bankers Association President, Edward Yingling)

Non trova sostegno la recente proposta di Barack Obama di volere concentrare nella Federal Reserve maggiori poteri di controllo sulla finanza in genere, ma in particolare su derivati, banche e mutui immobiliari.

Le prime critiche arrivano dalla The American Securitization Forum, i cui membri includono giganti come Goldman Sachs e JPMorgan Chase & Co, che ha spiegato come le prime indicazioni su come sistemare i problemi del mercato immobiliare potrebbero non essere efficaci.

La maggior paura di banche e società di investimento, è che una maggior regolamentazione porti alla duplicazione dei costi per le singole società, andando ad erodere i già risicati margini che hanno sul proprio operato offrendo il fianco a società estere ‘meno controllate’.

LA FEDERAL RESERVE

Obama, come anticipato ieri, vuole consegnare alla Federal Reserve maggiori poteri per regolare tutte le società finanziarie che possono in qualche modo ‘sconvolgere’  la stabilità finanziaria globale. Ma secondo il Comitato del Senato che si occupa del settore bancario la decisione finale su come operare è ancora aperta e passibile di cambiamenti. Infatti molti si chiedono se la Federal Reserve sia in grado di svolgere questo ruolo da sola.

In aggiunta i lobbisti dell’industria finanziaria stanno facendo il loro lavoro di convincimento, forti delle decine di milioni di dollari che hanno speso per finanziare la campagna presidenziale di Obama.

Anche l’associazione dei banchieri americani non sembra soddisfatta dell’iniziativa: secondo la lobby infatti i poteri che la Fed si appresta a ricevere vanno ben oltre la semplice protezione dei consumatori, bocciando così la proposta. “La proposta del Governo è talmente ampia e controversa che sarà estremamente difficile che abbia successo oltre a produrre un alto tasso di incertezza nei mercati finanziari” ha detto il numero uno dell’associazione Edward Yingling a Bloomberg.

Piace poco anche la proposta di aumentate i requisti patrimoniali delle banche; una decisione che sembra possa unicamente far lievitare i costi e rappresentare un serio problema per il futuro dell’industria.

Nemmeno i fondi hedge sono contenti. La proposta di regolare l’industria da 1,3 trilioni di dollari attraverso l’iscrizione presso la Sec di tutti i manager con più di 250 milioni di dollari, mette in serio pericolo la crescita di questo settore. Ma anche in questo caso, i lobbisti dei fondi speculativi e private equity, sembrano decisi a non mollare cercando di traghettare la proposta verso regole meno stringenti.

Se il piano di Obama dovesse andare in porto, Wall Street si troverebbe a ‘fronteggiare’ tre autorità di controllo: l’Office of Thrift Supervision e Office of the Comptroller of the Currency che verrano incorporati sotto un’unica agenzia con il nome di National Bank Supervisor; a questa si affiancheranno le già esistenti Federal Reserve (con tutti i nuovi poteri del caso) e la Federal Deposit Insurance Corp.

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