“Buy the dip” oppure no?

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di Finanza Operativa 22 Novembre 2018 | 12:00

A cura di Wings Partners Sim

Per la prima volta in dieci anni comprare sui ribassi dell’azionario non è più una strategia premiante a Wall Street, con il ripetersi di sessioni negative anche dopo una settimana chiusa all’insegna dei ribassi e l’S&P 500 che si allontana dai massimi storici fissati due mesi fa. L’indice azionario di riferimento di New York ha trascinato in territorio negativo le quotazioni anche per commodities, obbligazioni e persino i Bitcoin (interrompendo la correlazione inversa rispetto agli investimenti “tradizionali”).

L’andamento di tutti gli asset finanziari nella medesima direzione, indica uno spostamento dei capitali aumentando la liquidità, un comportamento caratteristico di momenti di paura tra gli operatori che temono una crisi di natura finanziaria, rinunciando ad avere rendimenti in favore di una garanzia dal rischio.

La crescita degli utili delle compagnie quotate, uno dei motori che ha spinto i prezzi delle azioni sui massimi storici, dovrebbe aver raggiunto il suo picco, con alcune compagnie come Apple che hanno ridotto gli ordinativi ai fornitori anticipando un calo delle vendite.

In aggiunta il quarto rialzo dei tassi della Fed per il 2018 sembra scontato per dicembre, il che determinerà un aumento del costo del debito (accumulato da molte aziende per comprare azioni proprie) ridurrà i margini di profitto, con un passivo di 5.000 miliardi di dollari emessi sul mercato dalle società dell’S&P 500. A completare un quadro che lascia poco spazio all’ottimismo la guerra commerciale Stati Uniti-Cina che promette di avere ripercussioni negative sull’economia globale, peggiorando i fondamentali per l’economia.

I fondi speculativi sono tornati a posizionarsi al ribasso, anticipando una deflazione per gli asset finanziari dopo svariati anni consecutivi di rialzi. Oltre alle vendite per approfittare di una futura discesa è da considerare un numero elevato di opzioni put vendute per assumere una posizione rialzista sul mercato da parte dei fondi, una strategia molto remunerativa negli ultimi anni che lascia però esposti ad un rischio di sell-off in caso di movimenti direzionali del mercato, alimentati dalle vendite per coprire il delta e ridurre l’esposizione complessiva (sovradimensionata rispetto alle capacità di tali fondi d’investimento).

Anche alla Banca Centrale statunitense si iniziano a diffondere le prime preoccupazioni, con il Presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari che teme l’imminente fine dell’espansione economica, con il rialzo dei tassi in grado di far scattare la prossima recessione.

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