Occupazione in calo in Italia

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di Fabio Coco 19 Giugno 2009 | 14:30
Cala l’occupazione nel primo trimestre per riflesso della contrazione dell’attività economica. La diminuzione, pur contenuta su base congiunturale appare tuttavia diffusa alle principali ripartizioni territoriali e coinvolge in modo particolare la componente maschile e nazionale. Incide in misura determinante sul risultato negativo la riduzione dell’occupazione temporanea. Questo quanto riportato dal comunicato stampa dell’Isae, sul commento dei dati Istat.

La rilevazione Istat delle Forze di Lavoro, riferita al periodo dal 29 dicembre 2008 al 29 marzo, evidenzia, nei dati al netto di influenze stagionali, una riduzione complessiva dell’occupazione e un aumento del tasso di disoccupazione. La flessione occupazionale che, fino ad ora, aveva coinvolto soprattutto il Mezzogiorno sembra estendersi alle altre aree del paese. I dati mostrano, inoltre, un sensibile indebolimento della componente maschile e nazionale dell’occupazione (ma il calo ha coinvolto anche la componente femminile). Si è verificata una fuoriuscita di occupazione temporanea nell’industria in senso stretto e nei servizi. Nei dati congiunturali, l’occupazione è dunque diminuita (-0,3% pari a 76 mila occupati in meno rispetto al precedente trimestre, dati destagionalizzati). Il calo appare più evidente su base tendenziale (-204 mila unità, -0,9% rispetto al primo trimestre del 2008). La riduzione tendenziale è stata dovuta soprattutto alla componente nazionale e di sesso maschile. 

L’andamento su base territoriale e nei settori produttivi
La riduzione dell’occupazione ha coinvolto quasi nella stessa misura il Mezzogiorno (-0,2% nei dati al netto di influenze stagionali), il Nord (-0,4%) e il Centro (-0,4%). Su base tendenziale (dati grezzi) la diminuzione si è determinata in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni (+1,7%): il calo è stato più marcato in agricoltura (-3,4%) e nell’industria in senso stretto (-1,6%). Nei servizi la riduzione è stata pari al circa 120 mila unità (-0,8%). 

Il tasso di occupazione
La performance occupazionale ha influito sull’andamento negativo del tasso di occupazione complessivo che presenta una diminuzione di nove decimi di punto fino a raggiungere il 57,4%). Il dato riflette sia il forte calo della componente maschile (-1,2% rispetto alla media dello stesso periodo dell’anno precedente) sia di quella femminile (-0,6%). 

Tasso di disoccupazione
Il tasso di disoccupazione è cresciuto di tre decimi di punto attestandosi, nei dati al netto di influenze stagionali, al 7,3%, (7,9% nei dati grezzi), valore che permane al di sotto della media dell’area euro (9,2% a gennaio 2009 nei dati Eurostat al netto di influenze stagionali). Il tasso di disoccupazione è aumentato, rispetto al precedente trimestre, in tutte le ripartizioni del paese: esso è cresciuto di cinque decimi di punto nel Centro (7,1% al netto di influenze stagionali), di tre decimi al Nord mentre è rimasto stabile nel Mezzogiorno (12,2%). 

Flessibilità
La quota di occupati temporanei è diminuita di nove decimi di punto fino ad arrivare all’ 11,9% dell’occupazione dipendente. La riduzione dell’occupazione temporanea è stata consistente e si è verificata in tutte le aree del paese e in tutti i settori ad eccezione dell’agricoltura. Ancora una volta si è verificata un’espansione dell’occupazione a tempo parziale (+1,7%, +42 mila unità rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). Nel primo trimestre del 2009 le donne impiegate a part-time hanno raggiunto la quota del 28,4% delle occupate dipendenti. 

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