La festa non finisce, finchè non è finita

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di Finanza Operativa 27 Novembre 2018 | 12:00

A cura di Decalia Am
Dolcetto o scherzetto? Comprare o vendere? Halloween è già passato ma i mercati finanziari globali sembra stiano ancora soffocando dalle caramelle (finte) di cui venivano imboccati fino a poco tempo fa. Ammettiamolo, il gioco è finito, i festeggiamenti stanno volgendo al termine, e i postumi della sbornia incombono sulla maggioranza dei partecipanti alla festa. Nonostante ciò, qualche momento di divertimento attende ancora i coraggiosi tutto ciò, finchè non si spengono le luci e la luce del giorno riporta gli investitori alla cruda realtà. Rimanere svegli per questo after party non è tuttavia per i deboli di cuore, con i picchi della volatilità che accompagnano ancora una nuova impennata dei tassi d’interesse e la ritirata del mercato azionario.
Ciononostante, ci atteniamo al nostro scenario macro globale costruttivo, mantenendo la nostra asset allocation complessivamente invariata mentre navighiamo in questo “perioro di transizione” ampiamente previsto. La volatilità elevata è destinata a rimanere, alimentata dalle ultime tendenze economiche e societarie contrastanti, dalla normalizzazione in corso delle politiche monetarie globali e da rinnovati rischi geopolitici (ad es. l’Arabia  Saudita). Come non mai, gli investitori devono continuare ad avere fiducia ed allacciare le cinture di sicurezza per quello che si prospetta un altro fine-anno movimentato. Nonostante recenti segni di resilienza, la crescita economica globale sta rallentando, con il distaccamento tra gli USA ed il resto del mondo che è ancora motivo di preoccupazioni.
Nel frattempo, l’inflazione sta aumentando: i livelli core sono ora pericolosamente vicini agli obiettivi delle banche centrali. Infine, i tassi d’interesse sull’azionarioglobali dovrebbero continuare a crescere, guidati dalla stretta monetaria in corso della Federal Reserve statunitense. Fatte queste premesse, consideriamo ancora complessivamente solidi i fondamentali del mercato e perciò raccomandiamo di trarre vantaggio da questo contesto incerto, vendendo volatilità e incrementando in modo selettivo titoli più penalizzati ad alta convinzione, che vantano maggiore visibilità.
In questo contesto, manteniamo invariata la nostra linea neutrale avendo rifinito negli ultimi mesi la nostra allocazione. Mentre non siamo intenzionati a ridurre ulteriormente l’esposizione oltre tali livelli, non siamo favorevoli neppure ad aumentarla, poiché le ultime tendenze cicliche e gli eventi geopolitici richiedono maggiore cautela. A compensare questi rallentamenti negli utili e la geopolitica contrastante, ci sono solide valutazioni delle azioni, una crescita economica resiliente ed un posizionamento favorevole degli investitori.
Pertanto, la recente vulnerabilità dei mercati dovuta ad una maggiore volatilità, non è stata per noi una grossa sorpresa ed è di supporto al nostro approccio più bilanciato in termini di settori (difensivi), dimensione (società a grande capitalizzazione), e stile (value). Manteniamo sottopesato il Reddito Fisso e declassiamo questa categoria d’investimento di un livello, in quanto i rendimenti rimangono secondo noi poco attraenti. Tuttavia, manteniamo la nostra posizione sui titoli decennali statunitensi come copertura contro turbolenze politiche.
Riguardo alle valute, continuiamo a credere che il Dollaro USA possa beneficiare del maggior differenziale dei tassi, del momentum economico USA più solido, della stretta della Federal Reserve e del posizionamento degli investitori nel breve periodo. Sul medio termine, tuttavia, la valutazione relativa e i fondamentali (partite correnti, deficit di bilancio, debito vs PIL), insieme al cambiamento della linea della Banca Centrale Europea, dovrebbero favorire l’Euro.
Nelle Materie Prime, manteniamo invariata la nostra allocazione all’oro come bene rifugio e copertura dai rischi geopolitici. Inoltre, restiamo costruttivi sui fondamentali del petrolio, nel contesto delle tensioni in Medio Oriente. Infine, le strategie decorrelate degli hedge fund (market neutral, arbitrage) e il Private Equity rimangono le nostre posizioni preferite tra gli Alternativi.

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