La fine non è vicina: l’outlook di Unigestion

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di Finanza Operativa 2 Novembre 2018 | 12:00

A cura di Unigestion
Secondo il team Cross Asset Solution di Unigestion “The End is Not Nigh – La fine non è vicina”: il quadro macroeconomico rimane favorevole e si registra una crescita globale ad un ritmo moderato con un rischio recessione limitato nelle principali economie e un tasso di inflazione che potrebbe essere leggermente superiore al previsto.
Main findings:

  • Il rischio recessione è basso a livello globale, dato che il livello di crescita rimane stabile nonostante la lunghezza del ciclo
  • Negli Stati Uniti i consumi sono sostenuti
  • Il rischio di inflazione è in aumento in quanto i mercati non rispecchiano pienamente la crescita dei salari e l’aumento dei prezzi del petrolio
  • Abbiamo un approccio difensivo sui titoli di Stato, ma vediamo del valore nei breakeven e nelle commodities. Siamo invece sostanzialmente positivi sia sul mercato azionario dei Paesi sviluppati che in quello degli emergenti

 
Overview. Quest’anno avrebbe dovuto segnare una svolta. Dopo il periodo di crescita registrato nel 2017, molti si aspettavano che le banche centrali stringessero il controllo sull’economia mondiale in risposta alle crescenti aspettative inflazionistiche. Un tale contesto è il peggior nemico dei fondi multi-asset perché potrebbe compromettere le performance sia dei mercati azionari che di quelli obbligazionari. Ne abbiamo avuto un assaggio a febbraio, ma non c’è stato altro: l’indice MSCI World è aumentato del 2% da inizio anno, mentre i rendimenti dei mercati obbligazionari sono in linea con l’anno.
Il trend di crescita continua mentre le aspettative sull’inflazione rimangono sotto controllo. In effetti, la recessione – non l’inflazione – viene ora messa in discussione e l’eccezionale durata del ciclo attuale solleva interrogativi su quanto a lungo possa continuare tale periodo. Il ciclo di crescita degli Stati Uniti è proseguito per 112 mesi: è giunto quindi il momento di essere più cauti?
Pensiamo di no: continuiamo a vedere una crescita globale ad un ritmo ragionevole – con un rischio recessione limitato nelle principali economie – ma con un’inflazione che potrebbe essere leggermente superiore al previsto. Ancora una volta, i mercati non sono preparati a questo contesto di maggiore inflazione e la politica accomodante delle banche centrali aggiunge ulteriori rischi in questo scenario.
A nostro avviso, il rischio principale è rappresentato dai titoli di Stato, che saranno i più colpiti da un repricing del premio d’inflazione. Da un punto di vista dinamico, conserviamo quindi una sostanziale sottoesposizione in questa asset class, attuata attraverso una serie di options strategies.
Vediamo del valore negli inflation-tracking assets, come ad esempio i breakevens e le commodities, mentre il nostro sentiment rimane positivo sull’equity globale. Siamo convinti che l’ambiente per gli investimenti stia cambiando a un ritmo più rapido rispetto all’anno scorso. Di conseguenza, nel lungo termine le soluzioni diversificate risentono della crescente dispersione in termini di performance, e la necessità di essere sempre più dinamici è in aumento.

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