Usa, ormai limitato il rialzo potenziale dei tassi

A
A
A
di Finanza Operativa 2 Novembre 2018 | 16:30

A cura del team Research, Strategy and Analysis di Amundi
Crediamo che il rialzo potenziale dei tassi a lungo termine USA sia limitato. Il 5 ottobre i Treasury decennali USA hanno toccato nuovi massimi al 3,23% prima di ridiscendere al 3,09%. Tale fenomeno è dovuto al rialzo dei rendimenti reali all’1,05%, un livello che non si vedeva dal 2011. Le aspettative d’inflazione sono rimaste quasi invariate. La crescita negli Stati Uniti ha registrato un forte incremento nel 2018 grazie a una politica di bilancio e fiscale molto espansiva.
Nel 2018 gli investitori hanno rivisto al rialzo le aspettative riguardo ai rialzi dei tassi della Fed. Tuttavia, prevediamo un rallentamento della crescita USA man mano che verrà meno l’effetto degli stimoli fiscali e che i rialzi dei tassi si materializzeranno attraverso un inasprimento delle condizioni di finanziamento. Non dimentichiamoci che l’economia USA si trova in una fase già molto matura del ciclo. Inoltre, una normalizzazione monetaria più aggressiva da parte della Fed, della BCE o della Bank of Japan (BoJ) potrebbe danneggiare la crescita mondiale
L’analisi della Cina. In Cina i principali responsabili politici hanno preso delle misure per sostenere i mercati dopo la diffusione di dati relativi alla crescita del PIL più deboli del previsto (6,5% nel Q3). Se analizziamo questo dato, vediamo che le piccole e le medie imprese hanno dovuto affrontare maggiori difficoltà perché sono maggiormente penalizzate dalla riduzione dell’effetto leva nel sistema bancario parallelo e dai continui dazi imposti dagli USA.
Visto il sentiment ribassista che domina i mercati locali, tutti i più importanti funzionari del settore  finanziario, compreso il vice-premier Liu He, il governatore della PboC, e i due responsabili degli organismi di regolamentazione hanno spiegato come intendono sostenere l’economia e i mercati, in particolare il settore privato. Successivamente, nel corso della visita nella provincia di Guandong, all’avanguardia in materia di liberalizzazione economica, Xi Jinping ha ribadito l’importanza del settore privato, nonché la volontà della Cina di introdurre nuove riforme e di aprire di più il Paese all’esterno.
Sembrano sia in corso di elaborazione altre misure più concrete. Sono stati diffusi i particolari sulla seconda fase di tagli alle imposte sui redditi personali; dal 2019 sarà possibile dedurre le spese per l’istruzione, le spese per le cure mediche, i mutui per la prima casa, gli affitti e le cure agli anziani, mentre a partire già da questo mese ci sarà un aumento della detrazione di base. Tali misure giungono dopo alcuni segnali recenti secondo cui potrebbero essere varate riforme più significative per le imprese statali così da allineare maggiormente le regole del gioco a quelle delle imprese private.
La Cina sta compiendo degli sforzi per aprire di più la sua economia. La BMW è stata autorizzata di recente ad aumentare la sua quota nella joint-venture cinese dal 50% al 75%; si tratta del primo caso in cui avviene un allentamento della normativa sulla proprietà nel settore automobilistico.
Il Primo Ministro giapponese Abe è stato invitato a visitare la Cina dal 25 al 27 ottobre al  fine di migliorare ulteriormente i rapporti tra i due Paesi.
Se da un lato è importante monitorare da vicino gli effetti della politica, dall’altro vale la pena seguire con attenzione il possibile incontro tra Trump e Xi Jinping al vertice dei G20 a  fine novembre che potrebbe contribuire a disinnescare i rischi a breve termine legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti
X