Aumenta l'avversione al rischio

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di Redazione 23 Giugno 2009 | 06:45
L’economia mondiale dovrebbe contrarsi di circa il 2.9% nel 2009 contro un precedente livello di 1.7%, mentre la crescita dovrebbe attestarsi al 2% nel 2010, contro una precedente stima di 2.3%. Ieri è stato pubblicato anche un IFO tedesco lievemente migliore delle attese degli analisti, ma non si è verificato un movimento forte di reazione sui cross euro.

L’avversione al rischio è tornata a farsi sentire durante la sessione americana. Come sappiamo, l’attenzione degli investitori nelle ultime settimane è concentrata principalmente sui mercati bond ed equity, ed il mercato dei cambi vive di riflesso, in base agli accadimenti su queste asset class. Si verificano così delle correlazioni sull’Fx che restano tutt’ora valide e che vedono la situazione attuale descrivibile nel modo seguente: dollaro che si rafforza in maniera lievissima in corrispondenza di borse che chiudono in negativo (S&P500 -3.1%), ma che sostanzialmente non sposta minimamente gli equilibri contro euro e, per ora (si veda la successiva analisi tecnica), contro yen, le cosiddette risk sensitive curencies (per esempio Aud) che perdono terreno, yen e franco svizzero che risultano ancora essere valute rifugio e sterlina che corregge dai massimi relativi di breve periodo, ma che non sembra pronta ad un inversione di trend che rimane ancora bullish.
Una delle motivazioni che possono aver portato a questo aumento dell’avversione al rischio può essere identificata con le dichiarazioni della World Bank relative a congiuntura e prospettive di crescita futura. Abbiamo assistito ad un downgrade delle previsioni di crescita globale: l’economia mondiale dovrebbe, secondo le nuove previsioni, contrarsi di circa il 2.9% nel 2009 contro un precedente livello di 1.7%, mentre la crescita dovrebbe attestarsi al 2% nel 2010, contro una precedente stima di 2.3%. Ieri è stato pubblicato anche un IFO tedesco lievemente migliore delle attese degli analisti, ma come abbiamo visto, non si è verificato un movimento forte di reazione sui cross euro. Il focus della settimana rimane comunque il meeting del FOMC che si terrà domani. Verosimilmente la Fed riaffermerà la sua politica di tassi rasenti lo zero, segnalerà un rallentamento della crisi del credito, ma non stopperà il suo programma di acquisto di asset (forse sarebbe un azzardo farlo in un momento di incertezza come quello attuale).
Passando all’analisi tecnica, notiamo ancora un eurodollaro di difficile interpretazione nel breve: ciò che appare chiaro invece è la resistenza sul grafico di medio periodo, valida anche per la giornata di oggi, a 1.3980, coincidente con il secondo pivot point di oggi e perfettamente confermata dalla trendline discendente dal massimo di periodo a 1.4338.
Parlavamo, i giorni, scorsi dell’importanza del supporto a 95.50 per il dollaro yen: ebbene la pessima performance dei listini azionari, nella notte, ha permesso allo yen di rafforzarsi oltre questo livello. Un grafico a 240 minuti suggerisce ora di osservare altri due livelli interessanti, come punti da arrivo per lo yen e supporto per il cambio: il primo è dato da 94.50, quasi coincidente con il secondo pivot point di supporto di oggi e successivamente 93.80, minimo del 21 e 22 maggio scorsi.

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