Paradisi fiscali: nuove indicazioni dai paesi OCSE

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Avatar di Marco Mairate 24 Giugno 2009 | 13:15
E’ il tema caldo su cui si gioca la credibilità dell’ultimo summit londinese: frenare i paradisi fiscali e aumentare la cooperazione transnazionale.

Ennesimo incontro per discutere lo spinoso problema dei paradisi fiscali. Ieri i ministri delle Finanze di 20 Paesi OCSE, riuniti a Berlino, hanno deciso di accelerare il processo di ‘moralizzazione’ dei paradisi fiscali, tutt’oggi ancora liberi di operare in piena libertà salvo piccoli cambiamenti di facciata.

Questa volta sono i Ministri delle Finanze tedesco, Peer Steinbrueck (foto), e il francese, Eric Woerth, a guidare il gruppo di lavoro e chiedere di rafforzare la cooperazione per combattere l’evasione transnazionale.

L’incontro ha generato importanti progressi, recita il comunicato al termine dei lavori, come quello di voler irrigidire le misure contro quelle nazioni che non applicano gli standard Ocse in materia di fisco.

La proposta mira all’abolizione delle agevolazioni fiscali da parte dei paesi Ocse verso quei paesi che non collaborano in materia di fisco e finanza.

Questi paesi, secondo i ministri delle finanze OCSE, dovrebbero aumentare le imposte sui trasferimenti di denaro verso i paradisi fiscali.

Anche il Ministro delle finanze, Giulio Tremonti, ha detto la sua, spiegando che bisogna evitare che i capitali continuino a dirigersi verso questi ‘paradisi’ in modo indisturbato e vengano ammucchiati nelle banche offshore come “nella caverna di Alì Babà”.

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