Mercati in cerca di rassicurazioni

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 11 Dicembre 2018 | 18:30

A cura di Christian Nolting, Cio globale di Dws

I mercati cercano rassicurazioni su varie questioni geopolitiche, la cui complessità tuttavia non permetterà soluzioni semplici. Occorre aspettarsi altri periodi di volatilità in un panorama rannuvolato dalla controversia sui dazi commerciali, dalla Brexit, dalla situazione in Italia e da altre inquietudini.

All’inizio della settimana le Borse internazionali hanno festeggiato l’apparente successo dei colloqui tra i presidenti Trump e Xi Jinpingdurante il vertice del G20 sabato scorso. Tuttavia la rassicurazione si è trasformata rapidamente in scetticismo quando gli investitori hanno analizzato gli scarsi e contrastanti dettagli dell’accordo e valutato realisticamente quanto di esso si potrà mettere in pratica. Martedì le Borse statunitensi hanno subito un brusco tonfo, ma il vero problema sono le azioni europee e in particolare le aziende tedesche. Dubitiamo che nei 90 giorni di tregua concordati fra Trump e Xi Jinpingsarà possibile raggiungere un accordo esaustivo sulle numerose questioni ancora irrisolte, ma probabilmente i mercati troveranno qualche motivo di rassicurazione in qualsiasi segnale di consenso di massima sulle tematiche più importanti. Tuttavia nell’attesa che ciò avvenga rassegniamoci ad altri periodi di volatilità delle Borse.

Intanto continua il disorientamento dei mercati in attesa di una conclusione della saga della Brexit, mentre il Primo Ministro britannico Maycerca di far approvare dal parlamento britannico la sua proposta di accordo di separazione dall’UE. La situazione politica resta estremamente fluida: tecnicamente una Brexitindolore e negoziata resta possibile, ma si intensifica il dibattito sulle altre opzioni, da un secondo referendum alla convocazione di elezioni anticipate. La sterlina, su cui come sempre si scaricano tutte le tensioni dei mercati, è scesa da 1,31 dollari all’inizio di novembre all’attuale cambio di 1,28. L’aspetto degno di nota è la netta flessione subita dall’indice FTSE 100 negli ultimi giorni, perché in passato il deprezzamento della sterlina aveva spinto al rialzo le sue aziende tipicamente esportatrici. Nelle prossime settimane difficilmente le Borse trarranno conforto da questa situazione. Qualsiasi passo verso un esito gradito ai mercati potrebbe essere accompagnato da un’intensificazione dei rischi di una “Brexitnon negoziata”.

Le incognite dei mercati spingono ulteriormente al ribasso i rendimenti dei Bund tedeschi. Negli ultimi giorni l’oro è rincarato, anche se l’ascesa dei rendimenti potrebbe frenare altri aumenti di prezzo. Nei mesi scorsi le perplessità sulla crescita economica mondiale hanno depresso la quotazione del greggio, che questa settimana si è stabilizzata in previsione di un accordo tra l’OPEC e i suoi alleati per ridurre la produzione. Manteniamo la nostra previsione di un rincaro del greggio in un orizzonte temporale di 12 mesi.

 
 

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