Domina ancora l’incertezza a Wall Street. La strategia di Vontobel Certificati

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 11 Dicembre 2018 | 12:00

A cura di Vontobel Certificati

L’indice persiste nella fase di forte correzione che sta caratterizzando Wall Street dal mese di settembre. Anche le parole più accomodanti di Powell e la tregua tra USA e Cina non hanno avuto l’effetto sperato, avviando un rimbalzo che si è spento piuttosto velocemente. Da una parte infatti gli entusiasmi per le parole più accomodanti di Powell all’audizione al Congresso, sono stati smorzati dall’intervento di John Williams (presidente della Federal Reserve Bank di New York) il quale ha ribadito che il percorso di rialzo dei tassi proseguirà nel corso del 2019, senza dare ulteriori spunti agli operatori. Il mercato ora è focalizzato sul prossimo meeting della FED (18 e 19 dicembre) per capire quanti e di che entità potrebbero essere gli interventi della Federal Reserve per il prossimo anno. Anche l’entusiasmo per la tregua tra USA e Cina, è durata poco. La pausa di 90 giorni non ha convinto il mercato che aspetta di conoscere l’esito delle trattative. Atteggiamento comprensibile visto che Trump non ha atteso tanto prima di tornare a tuonare contro la Cina, con l’arresto della vicepresidente e figlia del fondatore di Huawei. Che i mercati siano tesi poi lo si è visto anche dal forte appiattimento della curva dei tassi USA avvenuta nelle ultime sedute. Si è assistito infatti ad una riduzione notevole dello spread tra il Treasury USA a 10 anni e quello a due anni, il quale si è ridotto fino a circa 10 punti base, divario più stretto degli ultimi 11 anni. Dinamica che ha allarmato i mercati e che fa pensare al fatto che il ciclo economico americano è percepito da diversi istituzionali ormai sul top.

Da un punto di vista tecnico il quadro dell’S&P 500 appare ancora molto critico, con l’indice che torna a spingere per la terza volta sul supporto statico fondamentale dei 2.600 punti. L’eventuale break della fascia di prezzo compresa tra 2.600 e 2.550 punti, con volatilità, sarebbe molto negativa aprendo ad ulteriori pressioni ribassiste verso 2.500 e 2.400 punti. Da monitorare anche RSI che per il momento si mantiene sulla trend line rialzista. L’eventuale rottura del supporto dinamico sull’oscillatore confermerebbe la preminenza delle pressioni ribassiste e dunque della prosecuzione al ribasso dei corsi. Al rialzo invece 2.800 punti rimane il livello da infrangere per permettere al S&P 500 un graduale recupero di forza e mettere nel mirino 2.872 punti e il massimo storico a 2.940 punti.

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