Usa-Cina, tra scontri e accordi

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 14 Dicembre 2018 | 14:30

A cura del team Research, Strategy and Analysis di Amundi
Il 1° dicembre, nel corso del vertice dei G20, gli Stati Uniti e la Cina hanno raggiunto un accordo temporaneo dopo un incontro definito “di grande successo” dalla Casa Bianca. L’aumento dei dazi previsto per il 1° gennaio 2019 è stato messo in stand-by e la Cina ha accettato di acquistare quantità significative di prodotti americani.
Nel frattempo sono ripresi i negoziati riguardo a diversi cambiamenti strutturali da concludersi entro 90 giorni a partire dal 1° dicembre. Se non sarà raggiunto un accordo entro tale data, i dazi del 10% verranno portati al 25%. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane dovrebbero pervenire informazioni più dettagliate al riguardo.
Quest’accordo è però ancora temporaneo, e una soluzione definitiva al problema potrebbe richiedere molto più tempo perché ci sono diversi punti complicati da risolvere.
Detto ciò, nell’immediato futuro questa notizia è comunque abbastanza positiva da ridimensionare  in parte i rischi di downside e da attutire l’impatto diretto sul commercio nel primo trimestre del 2019. Tuttavia, il sentiment di mercato potrebbe migliorare leggermente dopo essere stato molto depresso, e l’implementazione della politica della Cina potrebbe venire migliorata così da diventare più efficace nei prossimi mesi.
Nel frattempo, nonostante molti si chiedano cosa ci sia di vero in questa tregua commerciale, i cinesi, a differenza di quanto previsto da diverse persone, non si sono limitati alle belle parole e sono già passati all’azione. Subito dopo la riunione, la Cina ha annunciato una serie di nuove misure particolareggiate miranti a rafforzare la protezione della proprietà intellettuale e si è impegnata ad attuare immediatamente gli impegni assunti sui prodotti agricoli, sulle automobili e sull’energia.
Le ultime notizie riguardo Huawei sono giunte inaspettate, in particolare ha sorpreso la tempistica;  si è infatti saputo che il CFO, Melle Meng, figlia del direttore generale di Huawei, è stata arrestata il 1° dicembre in Canada su richiesta degli Stati Uniti. I particolari non sono ancora noti e i funzionari cinesi sembrano intenzionati a impedire che questa notizia pregiudichi i negoziati commerciali, sottolineando che il summit USA-Cina ha avuto un grande successo e implementando immediatamente l’accordo raggiunto.

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