Quale ruolo la gestione passiva ha lasciato a quella attiva?

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 13 Dicembre 2018 | 17:30
  • Gli studi della Lyxor Dauphine Research Academy dimostrano che la gestione attiva trae beneficio dalla maggiore disponiblità e utilizzo degli strumenti a gestione passiva
  • L’accresciuto ruolo degli strumenti a replica passiva rappresenta più un’opportunità che una minaccia per i gestori attivi e crea un equilibrio più efficace in cui ogni stile di gestione ha un ruolo distinto
  • I risultati delle ricerche accademiche avvalorano la conclusione che una combinazione di gestione attiva e passiva è cruciale per la performance a lungo termine

Lyxor Dauphine Research Academy è un’iniziativa congiunta, istituita nel 2015, di Lyxor Asset Management e della House of Finance dell’Università Paris-Dauphine, il cui obiettivo è commissionare a ricercatori universitari di tutto il mondo la produzione di paper accademici su argomenti selezionati in materia di investimenti.
 
Nel 2018 Lyxor Dauphine Research Academy si è concentrata sulla relazione tra gestione passiva e gestione attiva, con particolare riferimento a quale ruolo il crescente universo degli investimenti passivi ha lasciato ai gestori attivi. Su questo tema sono state commissionate due distinte ricerche accademiche, dalle quali emergono una serie di risultati. In particolare:

  • La ricerca “Smart Beta, Smarter Flows” dei ricercatori Cao, Hsu, Xiao e Zhan, Febbraio 2018, dimostra che l’introduzione dei fondi passivi ha favorito gli investitori alimentando la competizione nell’industria del risparmio gestito. Tra i fondi passivi, in particolare, la crescente disponibilità di fondi Smart Beta sta inducendo sempre più i gestori attivi a dover dimostrare di essere in grado di generare vero alfa per continuare a raccogliere flussi di capitali.
  • La ricerca “Institutional Investors and Information Acquistion: Implications for Asset Prices and Informational Efficiency“, dei ricercatori Breugem e Buss, Aprile 2018, evidenzia come, ad un certo punto, il crescente impiego di fondi passivi potrebbe generare ulteriori opportunità per i gestori attivi, aiutandoli a migliorare le loro performance e, di conseguenza, ad alimentare gli afflussi di capitali verso i fondi a gestione attiva.
  • Nel complesso, le ricerche accademiche commissionate dalla Lyxor Dauphine Research Academy nel 2018 indicano che nell’industria del risparmio gestito si raggiungerà un punto di equilibrio tra la quota detenuta dagli investimenti passivi e quella detenuta dagli investimenti attivi.

Commentando i risultati della ricerca, Marlène Hassine Konqui, Head of ETF Research di Lyxor Asset Management, afferma: “Non vi è dubbio che la gestione passiva abbia registrato una crescita impressionante nell’ultimo decennio. Tuttavia, i fondi passivi rappresentano ancora un’esigua parte nell’industria del risparmio gestito. Il loro impiego rende però gli investitori più sensibili a complessi parametri di misurazione delle abilità dei gestori attivi. Quindi, per quanto gli ETF contribuiscano ad alimentare la concorrenza nell’industria del risparmio gestito, non sostituiranno i gestori attivi che registrano le migliori performance. I due stili di gestione manterranno pertanto una quota di mercato distinta, in quanto entrambi hanno un ruolo distinto da svolgere nella costruzione del portafoglio d’investimenti”.
Benjamin Bruder, Head of Quantitative Research di Lyxor Asset Management, aggiunge: “Da tempo riteniamo che una combinazione di gestione attiva e passiva contribuisca a generare una performance ottimale, e i risultati della ricerca promossa dalla Lyxor Dauphine Research Academy confermano ulteriormente questa convinzione. A tal riguardo, l’idea di una contrapposizione tra gestione attiva a passiva è inappropriata, in quanto l’esposizione ad entrambe può apportare valore aggiunto al portafoglio d’investimenti”.

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