Aud e Nzd le uniche in trend

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di Redazione 26 Giugno 2009 | 06:45
Stati Uniti, con la svalutazione competitiva del dollaro negli ultimi 8 anni, Gran Bretagna ed adesso anche la Svizzera, stanno cercando una svalutazione per combattere la deflazione, al pari del Giappone negli anni degli interventi della BoJ.

Non c’è nulla da fare, in assenza di notizie rilevanti o certezze di ripresa dell’economia, si vive ancora, nel mercato valutario, una fase di assoluta lateralità, assenza di trend ma soprattutto di qualsiasi certezza relativa al futuro di questa o quella valuta. L’unica certezza è che ogni paese vorrebbe svalutare la propria divisa, ad eccezione dell’Europa che vive questa specie di “sindrome da inflazione” che porta ad avere un Euro sempre forte. Questo processo non può essere considerato positivo in ogni occasione, specie in una fase dove si spererebbe di assistere ad un recupero dell’economia reale, magari guidata dalle esportazioni, visto che la domanda interna continua a rimanere assai debole. Gli altri paesi, in un modo o nell’altro, sono riusciti a svalutare la divisa in modo da dare fiato alle proprie economie. I paesi emergenti, che hanno goduto di questo privilegio per anni, aiutati dalle manipolazioni delle rispettive banche centrali. Ma anche gli Stati Uniti, con la svalutazione competitiva del dollaro negli ultimi 8 anni, poi la Gran Bretagna, e quindi adesso è la Svizzera a cercare una svalutazione per combattere la deflazione al pari del Giappone negli anni degli interventi della BoJ.
In questo quadro non si possono fare facili previsioni, in quanto si assiste ad uno yo yo valutario, come avevamo intitolato il nostro Morning Advisers in un paio di occasioni, che non accenna a cambiare. Un quadro tecnico assai incerto in cui azzardare previsioni è come giocare al Superenalotto. Manca un qualcosa che faccia prendere direzione al mercato, manca quella decisione o quel cambiamento nello scenario globale che faccia pendere l’ago della bilancia da un parte. Fino a che non avverrà questo cambiamento, che potrà essere politico, ma anche macroeconomico, oppure legato all’andamento dei tassi di interesse, rimarremo in questo range che per molti è noioso, in realtà offre grandi opportunità di trading in quanto la volatilità bel rimane comunque significativa.

Per quanto riguarda lo Yen, osservandolo contro dollaro su un grafico giornaliero, notiamo come anch’esso si muova all’interno di un trading range compreso tra 93.50 e 98.00 e per ora questo livelli non riescono ad essere violati a causa di una lotta senza vincitori ne vinti tra la BoJ che non ama questa forza dello Yen, e il mercato che invece continua a ritenerlo una valuta rifugio. Stesso discorso potremmo farlo per l’EurUsd che resta nel range ampio 1.3850 1.4250. L’unica valuta che sembra in trend è il dollaro australiano che ha beneficiato di una congiuntura migliore e delle dichiarazioni della Banca Centrale che qualche tempo fa attraverso il Governatore ha affermato che i tassi non scenderanno più.

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