Nel 2019 i tecnologici non perderanno terreno

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 18 Dicembre 2018 | 17:30

“I titoli tecnologici Usa hanno pagato un eccesso di aspettative, ma siamo tornati a valutazioni corrette e questo fa pensare che il 2019 non sarà negativo per il comparto”, dice Christian Schmitt, co-lead portfolio manager del fondo Ethna-DYNAMISCH.
Nel 2018, i mercati azionari hanno visto un ritorno della volatilità, un elemento con cui dovremo imparare a convivere. I fattori che penalizzano il mercato – come Brexit, bilancio italiano, guerra commerciale, picco nei tassi di crescita, stretta monetaria – e quelli che lo sostengono – crescita continua dei profitti, un’economia integra, bassi tassi di interesse, stimolo fiscale in potenziale crescita – sostanzialmente si bilanciano. E questo offre materiale sufficiente per sostenere le proprie posizioni sia agli ottimisti sia ai pessimisti. Dopo le correzioni di ottobre e novembre, le valutazioni si sono normalizzate e in Europa e Asia sono vicine ai minimi raggiunti in passato. Tuttavia, non forniranno un supporto significativo per l’azionario finché le incertezze continueranno a essere presenti.
La principale fonte di pressione negli Stati Uniti è stata innanzitutto l’aumento dei tassi di interesse e, più recentemente, il timore di un rallentamento economico. Se i segnali di un allentamento della politica monetaria negli Stati Uniti aumenteranno nei prossimi mesi, per Wall Street potrebbe derivarne un impulso positivo. I mercati azionari asiatici, in particolare la Cina, risentono della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Se si raggiungerà un accordo, è possibile che i mercati azionari in Asia non faranno comunque registrare miglioramenti. Infine, l’Europa deve trovare un compromesso con la Gran Bretagna e l’Italia e quindi ci aspettiamo di vedere crescere la fiducia anche in quest’ambito.
“È chiaro che le tre maggiori regioni economiche del mondo hanno problemi su cui lavorare”, spiega Schmitt. “Rispetto alla crisi finanziaria di 10 anni fa o al crollo delle dot-com nel marzo del Duemila, i problemi attuali sono fondati più su questioni politiche che economiche. Molte di queste incertezze derivano dalle politiche aggressive di leader o stati populisti che mettono in atto dimostrazioni di forza o pressioni sulle frontiere. Se questi atteggiamenti rientreranno, crediamo che si potrà trovare una soluzione ai problemi. Pertanto, non è il momento di essere troppo pessimisti sul mercato azionario nel 2019”.
Attualmente viene prestata molta attenzione a una potenziale rotazione nel settore dei mercati azionari. Il settore tecnologico statunitense ha sovraperformato con continuità per circa un decennio, ma ha mostrato alcuni segni di debolezza negli ultimi mesi, a nostro parere causati per lo più da un sentiment di mercato esageratamente euforico nel 2018 e da alcune valutazioni eccessive. Una situazione che si è sanata nella seconda metà del 2018 e la forte crescita strutturale nello spazio tecnologico è molto sostenuta. Questo è il motivo per cui non prevediamo una significativa sottoperformance dei titoli tecnologici statunitensi nel 2019.
D’altro canto, è il momento di diventare più difensivi all’interno del portafoglio azionario. Mentre i titoli ciclici hanno visto una straordinaria sovraperformance dalla metà del 2016, questo trend si è concluso a febbraio 2018. Da allora, le azioni cicliche hanno sottoperformato in modo drammatico rispetto alle azioni difensive. Tuttavia, poiché siamo in una fase tardiva del ciclo economico, con il passare del tempo per i titoli ciclici sarà più difficile catturare l’interesse degli investitori
“All’interno dei settori più difensivi possiamo ancora trovare nomi molto interessanti e questo potrebbe dunque essere il posto giusto in cui investire”, conclude Schmitt, “per esempio i produttori e distributori di alimenti e bevande, i produttori di beni per la casa non durevoli e le aziende sanitarie. Non siamo così ottimisti invece riguardo alle utilities e alle telecomunicazioni, in quanto stanno scontando ingenti quantità di debito. Infine, vale sempre la pena di cercare singole aziende di alta qualità a prezzi equi, che offrono un interessante rapporto rischio/rendimento nel medio termine e consentono agli investitori di non dipendere dallo sviluppo e dalle aspettative economiche future, come avviene in altri settori”.

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