Mercati, view di medio lungo termine positiva

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di Luca Lodi 29 Giugno 2009 | 08:30
Nel consueto approfondimento mensile sull’evoluzione dello scenario ho potuto constatare come tra gli analisti le opinioni siano in questo momento alquanto variegate.

E questo spiega anche perché i mercati, raggiunti alcuni importanti livelli tecnici di lungo periodo, non siano riusciti a superarli ma sia in atto una correzione, pur importante, ma che, ormai abituati a livelli molto elevati di volatilità, non desta eccessive preoccupazioni. Probabilmente si tratta di uno storno tecnico, prese di profitto e consapevolezza che il mercato sia cresciuto a sufficienza per smaltire le aspettative di panico e di fallimento sistemico.

Perché il trend crescente prosegua devono chiarirsi secondo me, almeno 2 o 3 aspetti sui quali invito a riflettere e sui quali bisogna riuscire a mettere insieme tutti gli elementi e le opinioni disponibili.

Mettendo da parte le ipotesi più ottimistiche di ripresa a V, auspicabile ma poco probabile, e prendendo per buona la possibilità che la crisi si risolva gradualmente e lentamente, non è ancora emersa la reale redditività sostenibile che  il sistema delle imprese può ottenere nei prossimi anni; svanito in parte il timore di “fallimento” del sistema, è questo il primo elemento che determina l’incertezza attuale e che potrebbe offrire fondamentali parametri oggettivi per la definizione di target a rialzo delle borse.

Il secondo aspetto che anche Draghi ha recentemente messo in evidenza è che una spesa pubblica così elevata e generalizzata, così come l’indebitamento globale previsto di dimensioni preoccupanti nei prossimi anni, pongono una serie di interrogativi sulle exit strategy che verranno attuate e su come reagiranno i mercati monetario ed obbligazionario di fronte alla prevedibile minor solvibilità degli Stati.

Infine, fenomeno potenzialmente collegato, l’inflazione; le strategie di cui sopra potrebbero basarsi sul rigore e su misure monetarie/fiscali restrittive oppure sulla più facile strada della svalutazione che permetterebbe di sostenere l’economia e di sgonfiare il valore reale del debito pubblico. Inutile negare quale sia l’ipotesi che pare più probabile…

Ritengo quindi che lo storno in atto sui mercati azionari sia giustificato ma da interpretare come una naturale conseguenza delle prese di profitto e della perdurante incertezza, la view di medio-lungo periodo rimane per ora positiva. In maniera proporzionale alla propensione al rischio ritengo quindi opportuno considerarlo come occasione per una graduale accumulazione; rimane il problema del timing, forse la soluzione migliore è appunto la gradualità.

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