Dopo il Fomc rendimenti attesi stabili sui livelli attuali e dollaro debole

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di Finanza Operativa 20 Dicembre 2018 | 11:45

A cura di A. LésneSPDR ETFs e L. Ferridge, State Street Global Markets

Come ampiamente atteso, il FOMC ha aumentato i tassi di 25 punti base, segnando il quarto incremento del 2018. Tuttavia, tale azione è stata accompagnata da una riduzione delle aspettative della Fed per le azioni politiche da intraprendere nel 2019, con il “dot” mediano che adesso stima due ulteriori incrementi dei tassi per il prossimo anno (e non più tre). I dati più contrastanti (in particolare quelli del mercato immobiliare), una riduzione dei timori legati all’inflazione a causa del forte calo dei prezzi del petrolio, le preoccupazioni per l’economia globale e una forte volatilità dei mercati degli asset potrebbero aver influito sulla valutazione della Fed per il 2019. Non sono invece stati annunciati cambiamenti al programma di riduzione del bilancio (QT – Quantitative Tightening) e questo dovrebbe tradursi in una maggiore volatilità dei mercati, nonostante il messaggio di incremento dei tassi più favorevole lanciato dalla Banca Centrale.

Nonostante le pressioni politiche, il calo del momentum dell’economica globale e la scarsa pressione inflazionistica, le condizioni erano sufficienti per continuare ad alzare i tassi in maniera automatica. Tuttavia, questo scenario rende le prossime mosse della Fed potenzialmente più complicate, in quanto il mercato ha recentemente iniziato a incorporare un solo incremento nel 2019. È probabile che la Banca Centrale continui ad adottare un atteggiamento prudente e la guidance diventi ancora più dipendente dai dati. Dato il contesto attuale, i rendimenti potrebbero rimanere intorno ai livelli registrati recentemente e il dollaro potrebbe ridurre la sua forza.

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