Il Cfa Sentiment Index in miglioramento. Ma resta il pessimismo tra i partecipanti al sondaggio

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di Finanza Operativa 3 Dicembre 2018 | 13:00

Il 73% degli operatori finanziari ritiene negativa l’attuale situazione dell’economia Italiana, mentre solo il 2,3% ritiene che la situazione attuale sia positiva. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, la percentuale di coloro che si attendono un peggioramento delle condizioni macroeconomiche è pari al 49% circa del totale, mentre una percentuale del 46,5% stima condizioni invariate ed un 5% circa si attende un miglioramento. Questi i risultato del sondaggio mensile, svolto da Cfa Society Italy presso i suoi soci tra il 19 ed il 30 novembre 2018, hanno partecipato 44 intervistati. L’indagine si è conclusa venerdì scorso, quindi prima dell’incontro G20 a Buenos Aires di questo fine settimana.

La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a -44,2, un valore che rappresenta il “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di dicembre 2018. Il dato di sintesi sale leggermente dal minimo assoluto registrato il mese scorso (a -55 punti).

Tra i partecipanti prevale, comunque, un generale pessimismo sulle condizioni economiche delle principali aree, Europa ed USA.  L’inflazione è vista in rialzo in tutte le regioni, in particolare negli Stati Uniti. Permangono aspettative di incremento dei tassi di interesse soprattutto in USA sulla parte breve mentre, in Europa, gli intervistati si attendono un incremento dei tassi con probabilità maggiore in Italia rispetto al resto dell’Area. Quest’indicazione, che si protrae da diversi mesi, traduce l’attesa che il differenziale di tassi rispetto ai paesi “core” possa permanere invariato nel prossimo futuro.

Sui mercati azionari, sono previsti ribassi dagli attuali livelli per i listini europei (inclusa la borsa italiana) ed USA, senza significative variazioni rispetto al mese passato.
A livello settoriale, per le aziende italiane si attende un generale peggioramento della redditività, particolarmente marcato sui titoli del segmento petrolifero su cui si evidenzia un incremento del pessimismo rispetto al mese passato.

Sulle valute permane l’attesa per un apprezzamento del dollaro USA e dello Yen giapponese contro l’Euro mentre sul petrolio dovrebbe realizzarsi un incremento dei prezzi, sui prossimi sei mesi rispetto alle quotazioni attuali, anche se le attese si presentano piuttosto bilanciate con circa il 46% dei partecipanti che non si attende variazioni di sorta.


 

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