Le incertezze macro riportano tensione sui mercati

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di Redazione 1 Luglio 2009 | 06:45
Fase di discesa ieri dei listini ed aumento dell’avversione al rischio. Il dollaro ha recuperato terreno, data l’ormai ben definita correlazione con i mercati tradizionali: l’incertezza conduce al rialzo delle cosiddette valute rifugio.

Dopo qualche seduta in cui l’avversione al rischio è scesa, le borse hanno chiuso in positivo e l’indice Vix in persistente indebolimento, ieri pomeriggio abbiamo vissuto una seduta contraria, cioè una fase di discesa dei listini e di aumento dell’avversione al rischio e quindi anche sul mercato dei cambi il dollaro ha recuperato terreno, data l’ormai ben definita correlazione con i mercati tradizionali.
Questo legame sembra che sia diventato indistruttibile, ovvero le cosiddette valute rifugio salgono nei momenti di tensione dei mercati tradizionali e viceversa. Ma noi crediamo che questo legame si scioglierà nel momento in cui il mercato globale comincerà a concentrarsi nuovamente sulla crescita e quando si capirà che il recupero della congiuntura non sarà solo una speranza ma sarà realtà. Fino ad allora forse è il caso di mettersi il cuore in pace e cercare addirittura di cavalcare questa correlazione a proprio uso e consumo. Ma le cause di questo mini recupero del dollaro vanno forse ricercate nelle preoccupazioni dei Banchieri Centrali relativamente alle incertezze sullo stato di salute dell’economia, ovvero ci si chiede se è più pericolosa la deflazione attuale o l’inflazione che verrà? Le Banche Centrali dovrebbero cominciare a drenare l’enorme liquidità immessa oppure devono insistere con l’espansione monetaria per avere la certezza di aver ristabilito gli equilibri precedenti il fallimento di Lehman? Questo è il problema oggi, a due anni circa dall’inizio della crisi dei mutui subprime. Anche la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) si è espressa in tal senso, ed anche gli analisti o economisti più esperti fanno fatica a rispondere a questa domanda. Per questa ragione sono possibili delle ricadute anche pesanti, e quindi anche sul mercato valutario, le cosiddette valute finanziarie, come Sterlina, dollaro australiano e dollaro neozelandese, non sono ancora completamente esenti dal rischio di nuove cadute.

Il Cable per esempio, dopo 4 mesi di salita ininterrotta e di recupero importante, sembrerebbe pronto ad una discesa anche importante, legata soprattutto alle divergenze ribassiste presenti negli oscillatori, tali da minarne il trend rialzista di medio con obiettivi che, nel caso di rottura della media mobile a 21 giorni passante a 1.6310, dovrebbero essere individuati in area 1.5780 e anche 1.5550.
Il tutto potrebbe riflettersi anche sui cross della Sterlina, a cominciare da GbpJpy, per finire a GbpChf.

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