S&P500, il rimbalzo può continuare

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di Finanza Operativa 11 Gennaio 2019 | 08:55

“L’attuale ciclo trimestrale (o intermedio) dell’S&P500 è partito sui minimi del 29 ottobre e non ha mostrato molta forza all’inizio: ciò preludeva a un possibile indebolimento, che è avvenuto a dicembre con un minimo a “V” il 26 dicembre – spiega Eugenio Sartorelli, vicepresidente di Siat e strategist di www.investimentivincenti.it – Non era possibile preventivare una tale intensità della debolezza, che ciclicamente parlando era attesa un po’ dopo. Anche la stagionalità vedeva meno probabile una debolezza a dicembre, mese tipicamente rialzista, ed eventualmente più a gennaio, mese più frequentemente debole”.

L’Analisi sul future miniS&P500 è di tipo ciclico e serve per capire i potenziali sviluppi per i prossimi giorni. L’andamento del future nel grafico sotto (realizzato con Cycles Navigator, software proprietario di Sartorelli) è a partire dal minimo del 26 ottobre con dati a 60 minuti aggiornati alle ore 8:00 dell’11 gennaio.

La linea verde a pallini rappresenta i prezzi del future sul miniS&P500. La linea bianca rappresenta il potenziale andamento ciclico (valido soprattutto per i tempi e per le tendenze e non per le forze- ovvero i prezzi). La linea gialla in basso è un indicatore di intensità di forze cicliche (ne usa circa 6-7 differenti).

“Dopo il minimo di metà ciclo si ha spesso una reazione – continua Sartorelli – l’attuale rimbalzo potrebbe durare sino a circa il 18 gennaio (vedi ellisse gialla) o al limite prolungarsi sino al 25 gennaio. Poi, per andare alla conclusione ciclica, è atteso un nuovo indebolimento che allo stato attuale è difficile pronosticare se farà un nuovo minimo sotto quello del 26 dicembre, oppure so lo avvicinerà solamente. La fine del ciclo è attesa intorno alla metà di febbraio“.

Chiaramente questa è una visione probabilistica delle cose e la struttura ciclica potrebbe modificarsi e assumere differenti conformazioni, anche se per ora questa è la lettura più attendibile. Per quanto ci siano infatti delle strutture cicliche all’interno dei mercati finanziari queste non sono e non possono essere esattamente regolari. Pertanto l’analisi svolta (come tutta l’analisi tecnica) non può che essere di tipo probabilistico, nel rispetto di una serie di regole che l’analisi ciclica prevede.

“Giusto per dare qualche riferimento di prezzo, che io chiamo “livelli critici” e non sono veri target price, un ulteriore recupero di forza potrebbe portare a 2630-2650-2675 e sino a 2700. Valori superiori e verso 2750 potrebbero modificare la struttura del ciclo Intermedio dando maggior rilevanza al minimo del 26 dicembre. Dal lato opposto, una leggera discesa può riportare verso 2570-2540-2500. Se si proseguisse verso 2450 probabilmente entreremmo in anticipo in una nuova fase di debolezza, che come detto è più attesa dopo il 18 o meglio dopo il 25 gennaio. Ciò accorcerebbe i tempi del ciclo Intermedio che potrebbe concludersi entro inizio febbraio” conclude il vicepresidente Siat.

 

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