Fondi hedge: la Svezia interviene a favore degli alternativi

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di Marco Mairate 2 Luglio 2009 | 10:40
Parole di solidarietà quelle pronunciate dal Ministro svedese dei mercati finanziari, secondo cui gli hedge non avrebbero causato la crisi sistemica di cui tutti gli incolpano.

Non sono chiari gli interessi che legano Mats Odell, Ministro dei Mercati Finanziari in Svezia e l’industria alternativa (hedge e private equity insieme). Il Ministro svedese però ha pronunciato parole di assoluto sostegno a i fondi speculavi intorno ai quali è stato fatto troppo clamore: “E’ una paura esagerata quella secondo cui i private equity contengono grandi rischi sistemici”, ha spiegato il ministro svedese durante il passaggio di consegna della presidenza UE.

Le parole del ministro svedese (paese membro della Comunità Europea dal 1995) devono essere contestualizzate nella recente proposta europea di regolamentare in modo più stringente l’industria da 1,3 trilioni di dollari. La bozza prevede maggior limiti nell’assunzione dei rischi da parte dei gestori, nonché la possibilità per la Autorità garanti dei mercati, di avere accesso a informazioni sull’attività dei fondi e sugli asset da questi gestiti.

Anche gli Stati Uniti si sono mossi in questa direzione, riproponendo l’iscrizione per tutti i fondi con più di 30 milioni di dollari, presso una sorta di Albo compilato dalla Sec, la Consob americana.

Ovviamente l’industria non ci sta, spiegando che sì dei cambiamenti vanno fatti ma che non si deve far pagare agli hedge gli errori commessi da altri.

Odell quindi non boccia tout court una nuova regolamentazione, purché non vada a distruggere il valore aggiunto proprio di questi prodotti: “Non è lo stesso che dire che non dobbiamo regolarli, ma l’obiettivo è avere una solida regolazione e non uccidere l’industria”, e ancora “Non dico che la proposta della Commissione sugli hedge funds sia cattiva, ma è un diamante grezzo che deve essere tagliato meglio”.

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