Il dollaro torna moneta rifugio

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di Redazione 3 Luglio 2009 | 06:45
La Bce ha lasciato invariati i tassi all’1%, come da attese, e non ha adottato alcuna misura straordinaria di politica monetaria. Trichet ha dichiarato che i tassi sono appropriati evitando però di dire se sono bassi o se invece potranno ancora scendere.

Ogni mattina, da qualche mese a questa parte, ci svegliamo con la enorme curiosità di vedere i prezzi, e capire quali sono stati i movimenti della notte. Non che prima non succedesse, ma in questo periodo la curiosità è aumentata proprio perché il mercato è talmente imprevedibile e incerto da suscitare in noi la voglia “matta” di vedere come si è spostato. In altri tempi, caratterizzati da movimenti più razionali, questo interesse appariva inferiore, oggi è ai massimi livelli. In sostanza ogni giorno c’è una qualche sorpresa in grado di stravolgere i movimenti e le oscillazioni della seduta precedente e così è stato anche ieri, giornata caratterizzata dal non evento Bce e dell’evento Payrolls. Proprio su questi due momenti vogliamo soffermarci perché dimostrano come il mercato valuti differentemente un dato da una decisione di una Banca Centrale. La Bce ha lasciato invariati i tassi all’1%, come da attese, e non ha adottato alcuna misura straordinaria di politica monetaria. Trichet ha dichiarato che i tassi sono appropriati evitando però di dire se sono bassi o se invece potranno ancora scendere. L’inflazione e la stabilità dei prezzi sappiamo essere il focus del mandato della Bce ma in questo caso con l’inflazione europea ancora in calo, non ha espresso alcuna considerazione sul tema della stabilità futura.  Pertanto prima di parlare di strategie relative ad una eventuale restrizione della liquidità occorrerà anche per la Bce, di solito assai conservativa, aspettare di intravedere segnali di parziale recupero della congiuntura economica, che a detta della maggior parte degli analisti, si vedranno solamente all’inizio del 2010.  Sempre nella giornata di ieri però e prima della decisione della Bce , l’Agenzia di rating Moody’s aveva declassato il debito dell’Irlanda, ponendo serie questioni e dubbi sulla stabilità nel medio e lungo termine di altri paesi dell’Eurozona, colpiti anch’essi pesantemente dal lato del debito. L’Euro ovviamente ne ha risentito ed è stata questa la notizia che ne ha causato l’indebolimento, non certo la decisione della Bce.  La moneta unica ha poi accelerato al ribasso dopo la pubblicazione dei Payrolls che hanno nuovamente lasciato intendere che siamo ancora lontani da un recupero della congiuntura stabile e duraturo.

Il dato pubblicato, che ha visto nuovi disoccupati del settore non agricolo in aumento di 467 mila unità ha causato il calo dei listini azionari e il recupero del dollaro “rifugio” alimentato ulteriormente dalle smentite cino-giapponesi relative alla presunta volontà di sostituire il dollaro nelle transazioni internazionali e come valuta di riserva globale. Quella che era stato affermato ieri (non si sa da chi ne come) è stato smentito oggi (non si sa da chi ne come). Queste voci appaiono e scompaiono dal mercato con la velocità della luce, messe forse ad arte da qualcuno? Non lo sappiamo, ne forse ci interessa saperlo visto che queste notizie emergono sempre dopo e hanno le sembianze di una giustificazione trovata dopo uno stravolgimento delle price action di breve termine. Il grafico di EurUsd evidenzia questo nuovo cambiamento di rotta e la mancanza di un trend definito anche se si può ipotizzare una tendenza di fondo contraria al dollaro.
Il supporto di 1.3930 diventa cruciale per il mantenimento di questa pseudo tendenza rialzista e  nel caso di rottura i successivi supporti intervengono in area 1.3880, 1.3820 e 1.3750, vero supporto chiave per individuare un il punto di swing per la determinazione di un trend contrario.
In questo contesto non dobbiamo dimenticare le parole espresse ieri da Jordan della Banca Nazionale Svizzera, il quale ha dichiarato che l’Istituto è impegnato a combattere la deflazione attraverso interventi atti ad indebolire il Franco. Una dichiarazione che ha portato la divisa elvetica a perdere leggermente terreno, poi recuperato sulle notizie relative all’Irlanda, che hanno fatto scivolare l’EurChf sotto 1.5200.

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