Madoff – le autorità mettono sotto torchio Bank Medici

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Avatar di Marco Mairate 3 Luglio 2009 | 14:00
Proseguono le indagini sul caso Madoff. Oltre che negli Stati Uniti, gli inquirenti stanno lavorando anche in Inghilterra e in Austria, dove ha sede un dei più importanti feeder fund di Madoff.

E’ sempre lei, Sonja Kohn, la numero uno della piccola banca austriaca Bank Medici, banca controllata al 25% dalla italianissima Unicredit.

La signora, amica di Madoff dagli anni ottanta, è finita nella rete del truffatore spargendo il ‘virus’ Madoff tra investitori europei e russi.

Inizialmente, la fondatrice e maggiore azionista della banca privata, era rimasta fuori dalla cerchia dei sospetti vista l’enorme perdita subita dalla sua clientela. Ora invece, gli inquirenti austriaci averebbero scoperto società finanziarie riconducibili alla signora di Vienna, su cui sono passati milioni di dollari provenienti dalla società di Madoff.

Sul caso stanno  agendo, in modo autonomo, le autorità britanniche, statunitensi e austriache. Tutte convinte che tra la Kohn e Madoff ci fosse più di un rapporto di affari e che la signora della Vienna bene fosse a conoscenza del trucchetto.

Dal canto suo la banker nega tutto, dicendo di essere lei stessa una delle più grandi vittime di Madoff: “E’ una tragedia per me, la mia famiglia e tutta la mia società” ha detto la ‘vittima’ al Wall Street Journal che ha pubblicato un pezzo proprio su questo caso.

La polizia crede che la Kohn abbia invece ricevuto negli anni milioni di dollari da Madoff, così come ricompensa per i numerosi clienti scovati in Europa. Dollari transitati su un conto legato alla Kohn, che in cambio ha ‘trasformato’ tre fondi di Bank Medici, che avevano asset per 3,5 miliardi di dollari, in tre fondi feeder (veicoli vuoti che avevano come strategie sottostante lo split-strike di Madoff).

Contro la Kohn, due pagamenti partiti dalla Bernard L. Madoff Investment Securities LLC, e accreditati sulla Infovaleur Inc., una finanziaria con sede a New York dove l’unico socio è proprio Sonja Kohn. Bene, in dieci anni di dura collaborazione, sarebbero stati versati oltre 32 milioni di dollari su questo conto.

Gli inquirenti inoltre non avrebbero trovato nessuna indicazione nella reportistica di Bank Medici, dove si spiegava ai clienti della banca come ci fosse un rapporto economico tra Madoff e la Kohn e, contemporaneamente, ci fosse un rapporto professionale tra la società Bank Medici e la società di Madoff, praticamente l’unica società di gestione che lavorava con il gruppo austriaco.

A Londra invece le autorità hanno trovato un altro conto corrente, intestato a una società inglese di nome Erko Inc ma con un conto deposito a Vienna.  Anche in questo caso l’unico socio è lei, Sonja Kohn.

La società svolgeva pressapoco lo stesso ruolo di quella statunitense: ricevere grosse somme di denaro dalla divisione inglese di Bernard Madoff, la Madoff International. In totale, in cinque anni di collaborazione, quasi 7 milioni di sterline sono passati sul conto della Erko. In questo caso la società ha dichiarato che i pagamenti erano per servizi di ‘ricerca, affidati da Madoff alla Kohn.

Si mette male per Ms. Kohn (60 anni, diploma di scuola superiore, reddito dichiarato nullo) che ora, se fosse ritenuta responsabile nella truffa, rischierebbe fino a 25 anni di carcere: poca cosa rispetto ai 150 anni dell’amico Bernie.

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