Controllare la disruption delle esposizioni è sempre più importante per i portafogli high yield

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di Finanza Operativa 22 Gennaio 2019 | 10:30

In uno scenario di investimento sempre più dominato dal progresso tecnologico e da modelli di business disruptive, il posizionamento attivo alle aziende e ai settori che sono più resilienti alle influenze negative sta diventando sempre più importante nella costruzione di portafogli adeguati al rischio. È quanto afferma Fraser Lundie, Co-Head of Credit di Hermes Investment Management.

L’impatto della disruption tecnologica sugli indici azionari e obbligazionari ad alto rendimento

La correlazione tra l’andamento dei rendimenti dei mercati azionari e i ritorni delle obbligazioni high yield è un elemento importante nelle decisioni di asset allocation. Storicamente, è sempre esistita una correlazione tra le azioni e i mercati obbligazionari high yield, ma questo è cambiato nel corso degli ultimi 10 anni. Dal 2008, la relazione tra le due asset class è diventata meno correlata. Infatti, la correlazione al ribasso tra l’S&P 500 e il Global High Yield Index è stata particolarmente significativa negli ultimi due anni, riflettendo la limitata leadership del mercato azionario statunitense, che è stato dominato dalle aziende tecnologiche disruptive, in particolare dai FAANG – Facebook, Amazon, Apple e Google, ora Alphabet.

Mentre il peso del settore tecnologico all’interno dell’indice MSCI World è quasi raddoppiato nel corso degli ultimi dieci anni (attualmente è al 14%), riflettendo l’influenza delle aziende tecnologiche disruptive, la composizione dell’indice Global High Yield ha subìto pochi cambiamenti in questo lasso di tempo. La sua esposizione ai settori della tecnologia e dell’elettronica (poco meno del 4% dell’indice) è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2008, quando rappresentava il 4,18%. Tuttavia, queste statistiche non riflettono in che misura i settori del Global High Yield Index sono stati influenzati dall’innovazione tecnologia e dai modelli di business disruptive.

L’innovazione tecnologica ha avuto un effetto trainante su alcuni settori, come ad esempio quello delle automobili. Vi sono due principali minacce tecnologiche per le case automobilistiche tradizionali: i veicoli elettrici (EV) e le auto a guida autonoma. Oggi, quasi tutte le maggiori case automobilistiche si stanno impegnando in investimenti in veicoli elettrici.
Per un certo periodo, Ford era rimasta indietro rispetto ai competitor nonostante l’emergere di tecnologie dirompenti, fino alla nomina di Jim Hackett in qualità di CEO nel 2017. Da allora l’azienda ha fatto una serie di annunci significativi relativamente agli investimenti e alla produzione di veicoli elettrici e ha perseguito iniziative in partnership con altri produttori, come la firma di un memorandum d’intesa con Volkswagen, per migliorare la competitività. Oggi, Ford CDS, che in precedenza aveva sottoperformato l’indice statunitense Investment-Grade Auto, sta scambiando oltre i 200 punti base, più in linea con gli emittenti di credito BB. Ciò indica che investire attraverso un gestore ad alto rendimento globale, piuttosto che investire su strumenti passivi, offre agli investitori la possibilità di affrontare le minacce e cogliere le opportunità che la disruption presenta, come ad esempio quelle affrontate da Ford e da General Motors, nonchè identificare i titoli che superano la performance.

Altri settori sono, invece, meno vulnerabili alla disruption dell’industria e i gestori attivi globali high yield possono scegliere di prendere posizione su questi settori. Ad esempio, il settore delle costruzioni in generale ha ostinatamente resistito alla disruption, utilizzando tecniche e materiali che affondano le loro radici in decenni di tradizione. È importante sottolineare che ci sono una serie di ostacoli importanti che l’industria dovrebbe superare per trasformarsi, il che rende improbabile una trasformazione ad ampio raggio del settore dell’edilizia.
Le imprese che operano in questo settore devono rispettare le norme e i regolamenti edilizi, che definiscono gli standard minimi per la costruzione degli edifici e sono, generalmente, specifici per ogni paese. Essi dovrebbero essere applicati anche a tutte le innovazioni del settore, il che rappresenta una sfida per le disruption tecnologiche. Inoltre, per innovare, le aziende dovrebbero sostenere ingenti costi iniziali per investire in un’automazione significativa. In un’industria a basso margine, gli incentivi al settore per investire in nuove tecnologie sono stati finora limitati. Crediamo che qualsiasi progresso tecnologico nell’industria sarà di piccole dimensioni, come il monitoraggio remoto del sito, l’automazione robotica limitata per aiutare i costruttori che hanno a che fare con una fornitura di manodopera limitata e case o materiali intelligenti, che potrebbero essere utilizzati dagli operatori esistenti nel settore.
Crediamo pertanto dovrebbe esserci un premio legato ai settori, come ad esempio quello delle costruzioni, che sono meno esposti a tali cambiamenti strutturali.
Catturare valore dalla disruption

Nel mercato obbligazionario high yield sta emergendo un trend: negli ultimi anni, i settori meno esposti alle disruption sono stati scambiati a premio pari a quello dei settori disruptive. Ciò è diventato particolarmente evidente negli ultimi due anni, periodo in cui la correlazione tra i rendimenti dei mercati azionari e i rendimenti delle obbligazioni ad alto rendimento è fortemente diminuita. Ad esempio, in ottobre, i costruttori erano scambiati a un premio pari a 1,09 volte rispetto al settore tecnologico e a 0,91 volte rispetto al settore dell’healthcare. Ciò riflette l’importanza di investire attraverso un gestore attivo globale sugli high yield rispetto ad allocare su strumenti passivi, in quanto il primo è in grado di navigare in uno scenario di investimento sconvolto dalla rapida innovazione tecnologica e – cosa più importante – selezionare gli emittenti di che beneficiano di una disruption o che ne sono immuni.
Poiché le aziende supportate dalla tecnologia continuano a infastidire i leader di mercato e le industrie tradizionali, il settore tecnologico continuerà a rappresentare un’ampia percentuale degli indici azionari. A sua volta, ci attendiamo che la correlazione tra i ritorni azionari e i ritorni delle obbligazioni high yield continuerà a diminuire, offrendo valore dal punto di vista di alloca: con alcuni settori meno suscettibili alle disruption rispetto ad altri, sta diventando sempre più importante posizionarsi in modo attivo sulle obbligazioni ad alto rendimento per diversificare il portafoglio. Inoltre, piuttosto che investire in modo passivo, l’allocazione ad un gestore attivo globale ad alto rendimento è anche essenziale per affrontare i rischi e cogliere le opportunità derivanti dalle disruption. In questo modo, gli investitori possono controllare la loro esposizione sia ai perturbatori che ai fattori di disturbo.

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