Occorre restare vigilanti sulla volatilità

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di Finanza Operativa 23 Gennaio 2019 | 14:00

Di Christian Nolting, CIO Globale, Dws

Dopo una tormentata chiusura del 2018, i mercati sono stati rinfrancati dai primi utili del 4°trimestre pubblicati finora dalle aziende statunitensi. Gli utili del 4°trimestre dovrebbero confermare il precedente brillante incremento, che secondo gli analisti raggiungerà l’11,2%. Tuttavia, come sempre, è opportuno guardare oltre i dati puramente numerici: sempre più spesso le revisioni degli utili calcolate dagli analisti sono negative e gli investitori si chiedono in quale misura il conflitto commerciale in corso con la Cina e il rallentamento economico del colosso asiatico abbiano nuociuto alle multinazionali statunitensi. Mentre negli Stati Uniti continua il blocco delle attività amministrative, aumenta il timore per le conseguenze per l’economia reale, che mina la fiducia dei consumatori e delle imprese e le cui ripercussioni potrebbero protrarsi anche oltre la fine del blocco amministrativo.

Ma la cautela è opportuna anche quando si considerano le prospettive macroeconomiche e politiche degli altri mercati. Nell’Eurozona diminuisce la produzione industriale e l’inflazione resta ostinatamente bassa, anche se pare che la Germania sia riuscita a evitare una recessione tecnica. Intanto il 15 gennaio la saga della Brexit proseguita con il nuovo capitolo della bocciatura in parlamento del piano del Primo Ministro May. Subito dopo la sterlina si è apprezzata, ma è ancora presto per credere in una “Brexitnegoziata” o in una “revoca della Brexit”, anche se un rinvio dell’applicazione dell’articolo 50 appare sempre più probabile. TheresaMayha iniziato le consultazioni con i partiti per esplorare le soluzioni alternative che saranno dibattute in parlamento il 29 gennaio, ma tutte le strade percorribili sono accidentate e la volatilità potrebbe tornare a salire.

La scorsa settimana per l’Asia ci sono state notizie buone e cattive. I nuovi provvedimenti di stimolo, annunciati dal governo cinese dopo la pubblicazione dei dati deludenti del commercio estero di dicembre, hanno fatto volare la Borsa. Ciononostante permangono le perplessità sull’efficacia e la rapidità di applicazione di questi interventi, nonché sulla reale gravità del rallentamento economico cinese. Quest’anno la pressione ribassista sulla rupia indonesiana potrebbe attenuarsi. Molto dipenderà dal futuro andamento del dollaro, che nel 2019 è uno dei nostri sei temi fondamentali. Stimiamo che la recente debolezza del dollaro sarà temporanea, ma d’altra parte non prevediamo un rafforzamento eccessivo, il che giocherà a favore dei mercati emergenti.

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