Mattinata no per il titolo Saipem, pesano conti e prospettive

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Luca Spoldi di Luca Spoldi24 febbraio 2017 | 11:25

I RISULTATI DI SAIPEM DELUDONO – I risultati del quarto trimestre e dell’intero 2016 di Saipem (che come previsto non distribuirà alcun dividendo per l’anno appena trascorso) non hanno esaltato analisti e investitori, risultando inferiori al consensus sia in termini di ricavi (9,976 miliardi, -13,3%) sia di Ebitda, come ricorda anche una nota di Goldman Sachs stamane. Gli analisti americani sottolineano come il ritardo accumulato in alcuni progetti abbia pesato sui numeri del 2016 e come il management abbia reiterato gli obiettivi per il 2017 (in particolare 10 miliardi di euro di ricavi, 1 miliardo di Ebitda adjusted e utile netto sopra i 200 milioni), fatto che a bocce ferma potrebbe influenzare positivamente il sentiment del mercato.

GOLDMAN SACHS RESTA LA PIU’ OTTIMISTA – Il giudizio di Goldman Sachs resta così positivo sul titolo, di cui si consiglia l’acquisto (“buy”) anche se il target price viene ritoccato da 58 a 57 centesimi per azione per tenere conto di un multiplo EV/Ebitda 2018 (stimato) di 6,8 volte. Stamane tuttavia il titolo subisce marcate prese di profitto, calando a 42,71 centesimi per azione a metà mattinata, oltre il 5% sotto i livelli della precedente chiusura, con più di 70 milioni di titoli già passati di mano.

EQUITA, RJ E ICBPI VEDONO 2017 DIFFICILE – Tra gli altri broker Equita Sim (che conferma il proprio “hold” con target price di 0,46 euro) sottolinea come il vero nodo restino “le aspettative 2018, dato che la copertura del backlog è solo il 40% della nostra stima di ricavi 2018 e la visibilità sulla raccolta ordini, in particolare per il business offshore, resta bassa”, mentre Raymond James (“underperform” confermato) segnala che la struttura finanziaria di Saipem “appare più stabile rispetto a 12 mesi fa. Tuttavia, il mercato resta difficile e la concorrenza è feroce”. Ancora più negativa Icbpi che conferma sul titolo il “sell” e il target price di 0,32 euro, dato che “nonostante i forti benefici del piano di razionalizzazione portato avanti dal 2015, il 2017 si prospetta come un esercizio con risultati deboli (Roe atteso al 4%) a causa di una situazione di mercato ancora molto difficile”.


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