Il Regno Unito sta perdendo di vista l’obiettivo

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di Finanza Operativa 5 Febbraio 2019 | 18:30

Di Vasileios Gkionakis, PhD Global Head of FX Strategy, Lombard Odier

Per cosa ha votato la Camera dei Comuni del Regno Unito? Il 29 gennaio i deputati del Regno Unito hanno votato su tre importanti emendamenti.

  • In primo luogo, l’emendamento Brady, in cui si afferma che il Parlamento sosterrà il Withdrawal Agreement (WA), a condizione di sostituire il “Backstop” irlandese con “accordi alternativi“.
  • In secondo luogo, l’emendamento volto a respingere un Brexit “in linea di principio”.
  • In terzo luogo, l’emendamento Cooper, che mirava a dare mandato al Parlamento di prorogare il termine di cui all’articolo 50 oltre la fine di marzo in assenza di un’intesa di WA.

I deputati hanno votato a favore dell’emendamento Brady (317 contro 301), respingendo in linea di principio un Brexit senza contropartita, mentre hanno votato contro l’emendamento Cooper.

Quali sono i prossimi passi da compiere?

Il primo ministro Theresa May cercherà di riaprire i negoziati per convincere gli altri 27 Stati membri dell’UE ad abbandonare il backstop irlandese e a sostituirla con un “accordo alternativo”. Quest’ultimo, noto come the “Malthouse Compromise”, è volutamente vago.

Ci sono pochi dettagli, ma sembra una semplice rielaborazione dei tentativi dei Brexiteers di sostituire il backstop con altre soluzioni. Questi includono l’impegno a concludere un accordo di libero scambio in stile Canadese nell’arco di tre anni, ad applicare la tecnologia per evitare un confine fisico sull’Irlanda ed eventualmente ad estendere il periodo di transizione. Ciò non fa che sottolineare che un’ampia percentuale dei parlamentari britannici continua a credere nell’impossibile.

Inoltre, supponendo che la sig.ra May riesca a rinegoziare con l’UE (molto improbabile), a metà febbraio presenterà l’accordo alla Camera dei Comuni e chiederà al Parlamento di ratificarlo. In caso contrario, probabilmente vedremo ulteriori emendamenti che permetteranno ai deputati di ribadire il loro punto di vista. Senza un accordo, e senza una richiesta di proroga, il Regno Unito si ritirerà dall’Unione europea alla fine di marzo.

Un chiarimento: la decisione della Camera dei Comuni di respingere l’emendamento Cooper non significa che il Regno Unito non può chiedere una proroga del termine di cui all’articolo 50. La decisione della Camera dei Comuni di respingere l’emendamento Cooper non significa che il Regno Unito non può chiedere una proroga del termine di cui all’articolo 50. Il Regno Unito non può chiedere una proroga. L’emendamento era inteso a conferire al Parlamento il potere di chiedere una proroga, ma ora spetta alla May la decisione di chiedere una proroga all’UE27. In realtà, la probabilità di posticipare la scadenza oltre la fine di marzo non è cambiata e rimane lo scenario più probabile.

Estratte dalle votazioni del Parlamento e implicazioni per la sterlina

Un gran numero di parlamentari non sembra ancora sostenere la posizione negoziale (bassa) del Regno Unito. Si è anche ipotizzato che il recente indebolimento dell’attività economica dell’area dell’euro aumenterà in qualche modo la leva negoziale del Regno Unito. Ma di questo ne dubitiamo fortemente.

Per dirla senza mezzi termini, non c’è quasi nessuna possibilità che l’UE accetti la rimozione del backstop della frontiera irlandese. Infatti, poco dopo l’annuncio dei risultati parlamentari, i funzionari dell’Unione europea hanno ribadito che il backstop è parte integrante dell’accordo di WA e non è in attesa di rinegoziazione. Come promemoria, la Repubblica d’Irlanda, membro dell’Unione europea, ha recentemente ricordato ai politici britannici che è contraria a tale possibilità.

E’ difficile capire, razionalmente, perché il Regno Unito continui a insistere su una questione che l’Unione Europea ha respinto già almeno 12 mesi fa. Soprattutto quando il Regno Unito sa che l’Unione Europea sa che il Regno Unito non vuole un no-deal Brexit. Naturalmente, c’è una (minima) possibilità che ciò faccia parte del piano dell’onorevole May. Quando i rinegoziati falliranno, o addirittura non avverranno, e il Primo Ministro tornerà in Parlamento a metà febbraio con l’accordo di WA originale, il calendario sarà ancora più urgente e alcuni deputati potrebbero quindi essere più propensi a votare a favore dell’accordo.

Lo scenario più probabile è che l’onorevole May dovrà chiedere una proroga del termine di cui all’articolo 50, oppure la Camera dei Comuni accetta l’emendamento Cooper, perché è altamente improbabile che si riesca a trovare una soluzione in tempo.

La sterlina inglese si è indebolita alla notizia, ma, a quanto pare, il fatto che i deputati hanno respinto in linea di principio la prospettiva di un Brexit senza accordo (che non è stata né una sorpresa né molto importante in quanto non vincolante), ha frenato le perdite e la sterlina è ora scambiata a quasi 1,31 contro il dollaro statunitense e con l’euro a 0,8720.

Tuttavia, sono da considerarsi ulteriori problemi. Il primo riguarda la fiducia: l’UE-27 ha chiarito le sue intenzioni mesi fa, mentre il Regno Unito sembra perdere di vista l’obiettivo. Nella migliore delle ipotesi, ciò si rivela faticoso, richiede tempo e frustrante. Nel peggiore dei casi, ciò si tradurrà in una perdita di credibilità per il Regno Unito di procedere seriamente, il che potrebbe rendere l’Unione Europea un po’ meno disposta ad accettare una potenziale richiesta di proroga della scadenza. In generale, una perdita di fiducia renderà più difficile qualsiasi negoziato futuro.

In secondo luogo, anche se il Regno Unito dovesse chiedere e ottenere una proroga, il sentimento del Parlamento cambierà. Due settimane fa, il mercato sembra aver accolto positivamente la proposta dell’onorevole May di avviare discussioni interpartitiche per ottenere un’approvazione parlamentare più ampia. Gli sviluppi successivi, e le votazioni di questa settimana, suggeriscono che la priorità dell’onorevole May è ora quella di mantenere intatto il suo partito conservatore.

Potremmo ora ritrovarci di fronte ad un’estensione, ma la Camera dei Comuni rimane profondamente divisa. Ciò significa che la proroga della scadenza potrebbe andare per le lunghe se non sarà concretizzata una proposta. In tal caso, la fiducia delle imprese e dei consumatori subirà una pressione maggiore, pesando su un’economia che è già sotto la pressione di una grave incertezza. Quanto più lungo è il periodo di proroga, tanto peggiore sarà probabilmente questo impatto. All’estremo, c’è un momento in cui, invece di rinviare gli investimenti, le imprese si limitano a distogliere i progetti dal Regno Unito.

Continuiamo a credere che per il momento, i rally della sterlina saranno limitati e non ci aspettiamo per le prossime settimane un aumento per la coppia Sterlina-Dollaro al di sopra di 1,30/31. Vediamo ancora più alta la traiettoria a lungo termine nello scenario centrale di un soft Brexit, ma gli sviluppi dovranno essere monitorati molto attentamente. La politica è davvero imprevedibile, ma i parlamentari britannici hanno portato la situazione ad un altro livello.

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