Mercato obbligazionario alla prova del rallentamento degli utili

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di Gianluigi Raimondi 22 Febbraio 2019 | 12:00

La prospettiva di un peggioramento della crescita complessiva degli utili nei prossimi trimestri potrebbe innervosire gli investitori, ma numerosi fattori confermano che le imprese continuano a godere ottima salute. Qual è la situazione effettiva del credito Investment Grade? Ecco l’opione del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan AM.

Fondamentali

Visto il tenore dei risultati annunciati sino ad ora da circa l’80% delle società, il quarto trimestre sembra essersi chiuso positivamente, con ricavi e utili in crescita di circa il 7% e il 14% rispettivamente. Uno dei principali problemi è però sapere quanto durerà questa performance vigorosa, dati i timori sull’andamento dell’economia globale e la fine del ciclo di credito. Le previsioni attuali vedono infatti una netta decelerazione di ricavi e utili nel prossimo trimestre. Bisogna però considerare il fatto che i dati principali sugli indici non presentano un quadro accurato della situazione. Gli stimoli fiscali posti in essere dall’amministrazione statunitense lo scorso anno hanno avuto un impatto considerevole sugli utili societari finora pubblicati: verosimilmente i dati più contenuti del prossimo trimestre, anziché riflettere un drastico peggioramento dello stato di salute delle imprese, rispecchieranno un calo rispetto ai livelli precedenti, invero molto elevati. Inoltre, gli utili non sono l’unico indicatore della solidità di un’impresa. Oltre a dare slancio alla crescita, la riforma fiscale dell’anno scorso ha gonfiato i ricavi aziendali, il che potrebbe avere un impatto positivo per i detentori di obbligazioni. Inoltre, anche se la crescita degli utili è probabilmente destinata a rallentare, la frenata appare meno grave se si considerano i valori mediani del mercato invece della più ampia media ponderata, che potrebbe risentire dell’andamento delle grandi aziende dei settori informatico, automobilistico ed energetico.

L’impatto della prevista decelerazione della crescita degli utili per azione (EPS) al netto delle imposte dovrebbe essere minore sul valore mediano rispetto a quello medio.

Valutazioni quantitative

Gli spread dei titoli Investment Grade statunitensi si sono ridotti di circa 30 punti base (pb) dai massimi segnati all’inizio dell’anno, attestandosi a 124 pb al 13 febbraio. Di conseguenza, il rendimento totale messo a segno dalle obbligazioni societarie statunitensi da inizio anno si avvicina al 2,5%. I noti rischi a livello internazionale non consentono di prevedere se, e di quanto, potrebbero ancora ridursi gli spread rispetto ai livelli correnti. Ad ogni modo, ultimamente alcune aree del mercato hanno perso terreno e nelle condizioni adatte potrebbero segnare un recupero. La ripresa delle obbligazioni societarie con rating BBB è stata infatti meno accentuata di quella delle società di migliore qualità, dato che ha riassorbito meno della metà dell’ampliamento registrato dagli spread nel quarto trimestre (mentre le obbligazioni di fascia A hanno recuperato più di due terzi). Visti i fondamentali ancora positivi di numerosi emittenti del mercato BBB, in particolare quelli di fascia BBB+, gli investitori che si sono mossi con cautela nella scelta delle posizioni dovrebbero mettere a segno performance positive.

Fattori tecnici

Al rialzo di quest’anno ha contribuito l’impiego delle ampie riserve liquide accumulate dagli investitori nel quarto trimestre a causa del clima di forte avversione al rischio. Le indagini mostrano che ora le posizioni nel credito sono molto più lunghe rispetto alla fine dell’anno scorso. Anche se è poco probabile che questa dinamica possa durare, la domanda resta vigorosa: gli afflussi verso i fondi retail statunitensi sono aumentati dopo i pesanti deflussi di fine 2018 e la raccolta della settimana all’8 febbraio 2019 ha superato i 6,5 miliardi di Dollari. In particolare, va sottolineato che ultimamente anche la domanda degli investitori asiatici ha recuperato. Dato che l’offerta di quest’anno sarà nettamente più bassa che in passato (il volume complessivo dovrebbe essere del 16% inferiore all’anno scorso), a breve termine i fattori tecnici non dovrebbero creare ostacoli.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Considerati i rischi globali di natura economica e politica, è possibile che i minori utili del primo trimestre mettano in apprensione gli investitori nel mercato del credito. Tuttavia, raramente i dati sugli indici globali offrono un quadro accurato della situazione. Il rallentamento degli utili va inquadrato in relazione allo stimolo fiscale dell’anno scorso, e inevitabilmente alcuni settori saranno più suscettibili di altri ai cambiamenti delle condizioni dell’economia globale. Anche se è chiaro che la fine del ciclo di credito è ormai vicina, questo non è il momento di lasciarsi prendere dal panico: bisogna invece mantenere un approccio al rischio misurato e selettivo. Stiamo aggiornando metodicamente il portafoglio per concentrare l’esposizione nelle obbligazioni societarie di qualità migliore e di grado più elevato nella struttura di capitale.

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