Emergenti, i falchi si trasformano in colombe

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di Gianluigi Raimondi 21 Febbraio 2019 | 16:30

A cura di Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Markets Strategist di NN Investment Partners

Nelle ultime settimane, sempre più banche centrali dei mercati emergenti stanno riducendo i tassi di interesse più di quanto non li stiano aumentando.

Il nostro indice proprietario NN IP EM Monetary Policy Stance Indicator è in territorio positivo dal 14 gennaio, il che significa che nel complesso, più banche centrali dei paesi emergenti stanno allentando i tassi di interesse. L’indicatore si è attestato adesso a 0,78 su una scala che va da -3 a +3, dopo essere salito regolarmente da un minino di 1,30 a novembre. A nostro avviso, da novembre i flussi di capitale verso gli emergenti sono generalmente migliorati, diventando positivi a dicembre per poi raggiungere i 23 miliardi di dollari a gennaio. Lo scorso anno tra aprile e ottobre i deflussi aggregati di capitale dai mercati emergenti si sono attestati a 210 miliardi di dollari, riflettendo un drastico calo dell’interesse degli investitori verso l’asset class.

Un contesto di inflazione più favorevole, favorito dai flussi monetari, dal rafforzamento delle valute e dal calo del prezzo del petrolio, ha dato alle banche centrali dei paesi emergenti buoni motivi per abbandonare la loro posizione da “falco” per assumere il ruolo più accomodante di “colomba”.

Nelle ultime settimane, questo cambio di comportamento è stato evidente nella maggior parte di questi paesi. Ciò include nazioni in cui i policy maker sono passati da una linea di politica monetaria più rigida a una più o meno neutrale. Ne sono un chiaro esempio il Sudafrica, la Turchia e il Messico. Altrove, abbiamo osservato un rapido passaggio ad una vera e propria posizione accomodante. La maggior parte dei paesi asiatici rientra in questa categoria, l’ultimo fra questi ad aver tagliato i tassi d’interesse è l’India.

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