Cina, in arrivo stimoli pari al 5% del Pil

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di Gianluigi Raimondi 22 Febbraio 2019 | 15:00

A cura di Norman Villamin, CIO Private Banking e Head of Asset Allocation di Ubp

La crescita della Cina ha visto un rallentamento al 6,4% nel quarto trimestre del 2018, mentre gli indicatori di gennaio continuano a suggerire una crescita modesta. Noi per il 2019 prevediamo una crescita del 6%. Le autorità hanno già attuato diverse misure nel 2018 per attutire il rallentamento, ma i funzionari sembrano destinati ad adottare provvedimenti più aggressivi con un ampliamento delle misure in vista. Ci aspettiamo che i provvedimenti per il 2019 si basino su una politica monetaria più flessibile e su un maggiore sostegno fiscale mirato ai consumi, alle imprese private e ai progetti infrastrutturali.

Ulteriori riduzioni dell’IVA o incentivi fiscali e probabilmente sovvenzioni per incentivare l’acquisto di auto ed elettrodomestici dovrebbero sostenere i consumi e gli investimenti, in particolare nelle piccole imprese. Lo stimolo fiscale potrebbe rappresentare l’1,6-1,7% del PIL, con effetti positivi previsti per la seconda metà dell’anno in corso. Ciò dovrebbe spingere il deficit di bilancio al di sopra del 3% nel 2019.

La crescita del credito dovrebbe essere sostenuta da maggiori iniezioni di liquidità, abbinate a inferiori coefficienti di riserva per le banche e a una possibile riduzione dei tassi ufficiali di riferimento. La Banca Popolare Cinese mira inoltre a ridurre il costo del credito per le piccole imprese e a migliorare la trasmissione del credito. Le autorità monetarie vogliono evitare di sovraccaricare l’economia con la liquidità, agevolando il credito in modo selettivo e rivolgendosi alle banche e ai settori in base alle risorse disponibili.

Oltre all’alleggerimento fiscale, l’approvazione rapida dei progetti infrastrutturali e l’aumento delle emissioni obbligazionarie mirate (titoli di Stato locali) rappresentano un canale fuori bilancio che dovrebbe aggiungersi allo stimolo fiscale.

Sul fronte commerciale, sembra possibile un accordo parziale con gli Stati Uniti, in quanto le autorità cinesi hanno offerto alcune concessioni alle richieste statunitensi. Nell’immediato le tensioni sui dazi potrebbero attenuarsi, ma le preoccupazioni per i trasferimenti di tecnologia e la sicurezza informatica potrebbero continuare a sussistere, suggerendo la prospettiva di una ripresa delle tensioni in futuro.

La Cina ha reagito con lentezza al rallentamento e ai venti contrari globali, ma ha ora mobilitato sia la politica di bilancio che quella monetaria per passare a misure più aggressive; l’importo totale degli stimoli potrebbe rappresentare quasi il 5% del PIL.

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