Il Mercato estivo dei cambi

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di Redazione 15 Luglio 2009 | 06:45
In contrasto con quanto affermato da Jean-Claude Trichet, che sostiene come sia possibile cominciare già a discutere delle exit strategies, la Bank of England ha dichiarato di non volere rientrare dalla strategia messa in atto troppo presto.

Continua il rimbalzo delle borse. Lo S&P500 è tornato sopra quota 900 punti e questo ci fa pensare che la fase correttiva vissuta nelle ultime settimane sia conclusa. Sia ben chiaro che l’evoluzione più probabile per le prossime settimane non è di certo quella di una ripresa decisa del rally, ma piuttosto una sorta di consolidamento del range antecedente la ripartenza. Sul mercato FX nulla di nuovo. Si vive di riflesso agli altri mercati e non sembrano esserci dei movimenti ben definiti se non quelli contenuti all’interno di precisi range.  Ieri è stato pubblicato il dato relativo al CPI del mese di giugno inglese che ha fatto registrare un 0.3% su base mensile (consenuìsus di mercato 0.4%) e 1.8% su base annuale, in linea con le attese e la sterlina non ha reagito com’era lecito aspettarsi. Da oltremanica arrivano anche i commenti dalla BoE circa il QE: in contrasto con quanto affermato dal presidente della BCE Trichet, che sostiene come sia possibile cominciare già a discutere delle exit strategies, l’Istituto Centrale inglese ha dichiarato di non volere rientrare dalla strategia messa in atto troppo presto.  Pubblicato anche lo ZEW del mese di Luglio, uscito a 39.5, in diminuzione rispetto alle aspettative che si attestavano a 44.0. I dati relativi alla produzione industriale del mese di maggio per l’area euro hanno segnato uno 0.5% su base mensile, in calo rispetto al consensus (1.5%), mentre su base annuale un -17%, lievemente migliore rispetto alle aspettative (-17.5%).
Dati in arrivo anche dall’America, con le vendite al dettaglio di giugno lievemente migliori di quanto si attendessero gli analisti (0.6% vs 0.4%) e con il PPI a 1.8%, contro attese di un punto percentuale più basse. Per oggi attesi il CPI europeo ed americano, i jobless inglesi, la produzione industriale americana, l’Empire Manufacturing Index e per finire le minute del FOMC.

La consueta analisi tecnica del cambio eurodollaro ci porta  a pensare che il mercato abbia trovato una sorta di equilibrio e attenda qualsiasi tipo di pretesto per ricominciare a muoversi seguendo una tendenza ben definita. Un grafico giornaliero ci aiuta ancora una volta ad ipotizzare i livelli, probabilmente raggiunti dal cambio nelle prossime ore, alla cui rottura assisteremmo ad un aumento della volatilità: il supporto si trova a 1.3865 ed è coincidente con il secondo pivot point di supporto giornaliero, mentre la resistenza si trova, più lontana, a 1.4125.

Passiamo quindi all’EurGbp partendo dal grafico daily: dopo un rialzo lento ma graduale l’EurGbp forse ha ripreso il cammino discendente (quindi a favore di Sterlina). In effetti  per confermare questa view dovremmo restare sotto 0,8580 e 0,8600 (due resistenze chiave).  Per ora il punto di arrivo sembrerebbe 0,8500 ma chissà cosa ci regalerà la nota volatilità del mercato FX.  Sul grafico a 10 min invece appare più chiara la voglia di discesa, nonché l’importanza del pivot centrale di oggi (posto a 0,8575).  Comunque, anche in caso di discesa ci vorrà una inerzia notevole per rompere il supporto a 0,8555 (livello da cui l’EurGbp è già rimbalzato diverse volte).
Difficile anche qualificare il rialzo di GbpJpy. Sul grafico daily potremmo dire di essere ancora a rialzo, almeno finchè si resta sopra 151,50; il range da stanotte ad ore è stato molto stretto (152,50-153,00) e quindi si può auspicabilmente giocare sul breakout da questi livelli. Per leggere più attentamente GbpJpy, ma anche EurJpy e AudJpy si tengano gli occhi puntati sull’azionario (Dow, S&P e Nasdaq in particolare) per riuscire a sfruttare almeno in parte la forte correlazione di cui abbiamo parlato già estensivamente.
Una breve nota anche sul UsdCad, propensa a scendere sotto 1,1320 con resistenze comunque poste a 1,1350-1,1360 e 1,1380.

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