Materie prime, rame e oro sugli scudi. Dollaro australiano sotto pressione

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Avatar di Gianluigi Raimondi 26 Febbraio 2019 | 15:30

Il Dollaro australiano è sotto pressione, dopo che giovedì scorso Reuters ha riportato la decisione delle autorità doganali del porto cinese di Dalian di rifiutare le importazioni di carbone australiano. Le indiscrezioni hanno provocato il tonfo del dollaro australiano, capitolato nelle ultime ore nei confronti del dollaro americano. Sotto pressione i titoli dei colossi dell’estrazione come BHP.

Commodities, stiamo assistendo a due movimenti interessanti

Il rame è in rialzo di oltre l’11% dai minimi fatti segnare a inizio anno, segnale che gli stimoli delle autorità cinesi cominciano a dare i loro primi frutti mentre l’oro, in grande evidenza fin da inizio anno, si è avvicinato ad un livello (area 1350 – 1370 dollari per oncia) che lo ha contenuto negli ultimi cinque anni e da cui è stato respinto a causa dell’atteggiamento leggermente più aggressivo del previsto emerso nei verbali della FED.

“In caso di nuovo tentativo con rottura al rialzo si prospetta un upside di proporzioni molto interessanti – avvertono gli analisti di Banca del Piemonte – e in caso di ulteriore discesa invece potrebbe essere una buona occasione d’acquisto per chi cerca rifugio dalla volatilità negli asset reali. Favorevole infatti il posizionamento speculativo (molto scarico) del mercato”.

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