Macro, bond, azioni, commodity e valute, l’outlook di Cassa Lombarda

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di Gianluigi Raimondi 25 Febbraio 2019 | 15:30

A cura di Cassa Lombarda

Macro review

In Eurozona prevale ancora il pessimismo tra gli investitori e i consumatori per le preoccupazioni sull’andamento del ciclo, con le letture preliminari degli indici di fiducia di febbraio ancora in negativo ma in parziale miglioramento grazie al sostegno fornito dal recente andamento positivo dei mercati. Le ultime stime degli indici PMI (dei Responsabili degli acquisti) in Europa mostrano che l’outlook sulla crescita è ancora in qualche modo eterogeneo confermando le aspettative per una crescita del Pil 1Q di Eurozona dello 0,1%. Le stime di febbraio indicano che il manifatturiero rimane debole, in particolare in Germania, mentre l’indice composito, grazie alla buona performance della componente servizi, segna il primo miglioramento dopo 5 cali consecutivi. L’inflazione nell’Eurozona è diminuita all’1,4% su base annua in gennaio, in calo dall’1,5% di dicembre, il terzo calo mensile consecutivo. Tuttavia, l’inflazione core, che esclude i prezzi di energia, alcolici, tabacco e alimentari, è salita all’1,1%. Tutto ciò accresce le attese per il prossimo meeting Bce del 7 marzo in cui l’istituto aggiornerà le sue stime e comunicherà eventuali interventi supportivi al ciclo.

Obbligazioni

Settimana scorsa le curve governative di Eurozona sono state ben supportate, ad eccezione di quella italiana in attesa della decisione di Fitch sul rating sovrano. Il Bund tedesco sulla scadenza decennale si è portato sotto lo 0,10% di rendimento offerto complice una lettura dell’indice Ifo peggiore delle attese. Fitch, dopo aver tagliato in precedenza allo 0,3% le stime di crescita dell’Italia nel 2019 dall’1,1% stimato lo scorso dicembre, ha evitato il taglio del rating sovrano mantenendolo BBB con outlook negativo.

Azioni

Ottava contrastata per i listini europei. In leggera flessione settimanale Londra che ha scontato la debolezza di alcune big (Centrica, BAE Systems, Imperial Brands) dopo deludenti risultati di bilancio. Settimana altalenante per il comparto bancario europeo dapprima favorito dalle parole del capo economista Bce, Peter Praet, il quale ha affermato che se l’outlook dell’economia dell’Eurozona dovesse peggiorare, e il rallentamento in atto accentuarsi ulteriormente, la Bce potrebbe lanciare una nuova operazione di rifinanziamento Tltro a lungo termine, seppur meno generosa di quelle passate. A smorzare l’entusiasmo le parole di Ewald Nowotny, banchiere centrale austriaco e membro del board Bce, per cui al momento non c’è bisogno di liquidità extra, poiché le banche devono ancora far fronte al venir meno tra il 2020 e il 2021 dei precedenti finanziamenti Tltro della Bce. I fondi ancora da restituire ammontano a €720 miliardi, di cui oltre il 30% (240 miliardi di euro) in bilancio alle banche italiane.

Valute e materie prime

Continua l’andamento laterale, intorno al livello di 1,13 del cross Euro-Usd, con gli investitori in attesa delle decisioni della Bce il prossimo 7 marzo in un contesto economico in rallentamento. Per alcuni analisti la Bce potrebbe modificare la propria guidance sul rialzo dei tassi, attualmente attesi rimanere sui livelli attuali almeno fino all’estate. Il mercato già da settimane ha anticipato questa possibilità con i traders dei mercati monetari che prevedono il primo aumento di 10 punti dei tassi di interesse sui fondi overnight non prima di giugno 2020. Anche i verbali del meeting Fed dello scorso 30 gennaio hanno pesato sul cambio. L’istituto centrale americano ritiene che in questo momento sia opportuno un atteggiamento paziente e flessibile per gestire i rischi all’orizzonte e rimanere in standby nel percorso di rialzo dei tassi. Settimana di rafforzamento per la sterlina inglese. Il Guardian ha scritto che l’Ue vorrebbe rinviare l’uscita della Gran Bretagna al 2021, in modo da negoziare con calma le questioni aperte.

Outlook

Continuano i negoziati Usa-Cina in un contesto sempre più favorevole dopo che il presidente Trump ha annunciato che l’amministrazione americana ritarderà l’aumento dei dazi sulle merci cinesi in precedenza atteso per il 1 marzo. Trump ha motivato la decisione per il “progresso sostanziale” che i Paesi hanno fatto negli ultimi colloqui su importanti questioni strutturali come la protezione della proprietà intellettuale, il trasferimento di tecnologia, la valuta e altre questioni. Una nuova deadline non è stata ancora annunciata.

Martedì e mercoledì prossimi il governatore Fed, Jerome Powell, testimonierà davanti al Congresso Usa sullo stato dell’economia. Negli Stati Uniti sarà pubblicato il dato aggiornato sul Pil 4Q oltre agli ordini di beni durevoli, ordini all’industria, le richieste di sussidi di disoccupazione e l’indice Ism manifatturiero. In Eurozona il dato sulla disoccupazione di gennaio e la stima dell’inflazione di febbraio. Mercoledì Theresa May aggiornerà il Parlamento sullo stato delle trattative con la Ue. I parlamentari probabilmente cercheranno di costringere il Primo Ministro a richiedere alla UE una proroga dell’articolo 50 qualora non riesca a far approvare entro la metà di marzo l’accordo Brexit raggiunto lo scorso autunno. La stagione delle trimestrali sta volgendo al termine, in settimana attese tra le altre quelle di AB Inbev, Peugeot, Bayer, Dell, Home Depot, Rolls-Royce.

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