Dove la volatilità ha portato Buffett

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di Max Malandra 27 Febbraio 2019 | 10:00

A cura di Marco Caprotti, Morningstar

Che Berkshire Hathaway si desse da fare per acquistare durante il sell-off dei mercati visto a fine 2018 era prevedibile. Del resto il suo presidente e amministratore delegato, Warren Buffett, è famoso (anche) per il suggerimento di muoversi sui listini quando tutti gli altri anno paura e vendono. “Quello che ci ha sorpreso sono stati l’ambito e la portata degli acquisti fatti dalla holding di Buffett”, spiega Greggory Warren, analista di Morningstar. I dati sui movimenti della holding sono disponibili sul modulo 13 F (la sigla che contrassegna le comunicazioni obbligatorie che le società di investimento con oltre 100 milioni di asset azionari in portafoglio sono obbligate a fare periodicamente alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana). In base al documento, l’acquisto più consistente è stato quello per arrivare al 40% di JPMorgan Chase con un esborso di 1,5 miliardi di dollari. Sempre restando nell’ambito dei finanziari, Berkshire ha tirato fuori 275 milioni per comprare 2,2 milioni di azioni di PNC Financials e arrivare al 36%. Ci sono poi state operazioni minori per aumentare l’esposizione a US Bancorp, Bank of New York Mellon e Bank of America. Fuori dal comparto finanza, sono stati fatti acquisti per portare al 38% la quota in GM (665 milioni) e in Traveler (è arrivata al 68% spendendo 300 milioni).

 

Nuovi acquisti e vendite

La società di Buffett ne ha approfittato per mettersi in pancia anche titoli che non possedeva. Ad esempio ha comprato 4,2 milioni di titoli Red Hat per 650 milioni, 10,8 milioni di azioni di Suncor Energy (360 milioni di dollari)  e 14,2 milioni di azioni di StoneCo durante l’Ipo di fine ottobre (345 milioni di dollari). “Questi acquisti sono stati finanziati anche grazie alla cessione, in tutto o in parte, di alcune partecipazioni”, dice l’analista. Ad esempio quella in Oracle che gli ha permesso di incassare oltre 2 miliardi di dollari o Wells Fargo (770 milioni). Ci sono state limature anche nelle aviolinee come United Continental (65 milioni di dollari) e Southwest Airlines. “Nel caso di Well Fargo e dei vettori si tratta di aggiustamenti per tenere la partecipazione al di sotto del 10%”, spiega Buffett. “Certo, ci sono alcune eccezioni come American Express, Moody’s o USG, ma in generale Berkshire cerca di tenere la sua partecipazione all’interno della maggior parte delle società quotate in cui investe al di sotto del 10%”, dice l’analista. “Il primo motivo è quello di evitare complicazioni regolamentari che possono derivare da partecipazioni troppo corpose. Il secondo è legato al rischio di dover rivedere radicalmente le posizioni dell’intero portafoglio se ci dovessero essere operazioni di buyback da parte delle aziende partecipate”.

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