Dollaro ancora in discesa

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di Redazione 17 Luglio 2009 | 07:00
Il dollaro ha continuato a scendere con l’euro abbondantemente sopra 1.41 e massimi intorno a 1.4160. Solo stanotte i prezzi hanno corretto leggermente tornando sui primi supporti in area 1.4110. Questa correlazione non accenna a diminuire, pertanto il main driver rimangono i listini azionari con il forex e il petrolio a muoversi di conseguenza.

Prosegue ininterrotto il rally dei mercati azionari e quindi , per correlazione anche l’indebolimento del dollaro. Oggi, venerdì 17 Luglio, potremmo però aspettarci delle prese di beneficio, soprattutto perché è l’ultimo giorno di una settimana caratterizzata dall’aumento dell’appetito al rischio e dall’euforia generalizzata. La ragione della ripresa dei mercati azionari sono evidentemente legati ai buoni risultati societari di alcuni comparti come quello bancario, ma ora il mercato attende le trimestrali del comparto hi tech di società come Google e Ibm.  A livello di mercato dei cambi il dollaro ha continuato a scendere con l’Euro abbondantemente sopra 1.4100 e massimi intorno a 1.4160. Solo stanotte i prezzi hanno corretto leggermente tornando sui primi supporti in area 1.4110. Questa correlazione non accenna a diminuire, pertanto il main driver rimangono i listini azionari con il forex e il petrolio a muoversi di conseguenza.
La ripresa sembra finalmente non lontana anche se probabilmente riguarderà solo gli Stati Uniti all’inizio e non l’Europa o il Giappone, che invece vivono ancora la fase di recessione acuta. Il Segretario al Tesoro Geithner ha affermato recentemente che l’America non ha bisogno di un nuovo pacchetto di misure per rilanciare l’economia in quanto le decisioni prese nel dicembre scorso avranno effetti nell’arco di due anni, a partire dal secondo semestre del 2009. In Europa il sistema ha subito effetti meno devastanti dalla crisi ma per ora le autorità non hanno messo in atto alcun stress test al sistema bancario.
Difficile se non impossibile fare previsioni sul mercato dei cambi, in quanto troppe sono le incognite a livello macro, ma non solo, che causano incertezza persistente. Dalla questione della ripresa, a quella della correlazione con gli altri mercati ed infine anche al tema della diversificazione delle riserve valutarie, sono tutti problemi che rendono pressoché impossibile fare previsioni che abbiano un minimo di senso.
L’analisi tecnica ci potrebbe venire in aiuto nell’individuazione dei punti sensibili, ovvero quei punti di swing dove il mercato potrebbe accelerare o girarsi e questo sicuramente è e rimane il nostro mestiere, ma certamente solo ed esclusivamente grazie all’analisi grafica. A livello macro la giornata non vedrà la pubblicazione di dati così rilevanti a parte le housing starts Usa e i building permits, ovvero i nuovi cantiere e i permessi di costruzione, mentre per quel che riguarda il vecchio continente avremo il dato sulla bilancia commerciale.

In Gran Bretagna le autorità stimano che gli impatti del quantitative Easing si cominceranno a vedere solo l’anno prossimo pertanto l’inflazione non sembra essere un problema attuale. Per ora non si intravedono ancora segnali di aumento dell’inflazione tali da cambiare gli scenari sui tassi, pertanto lo scenario attuale con le sue correlazioni andranno avanti fino a che non rivedremo i differenziali di tassi allargarsi. Solo allora si potrà ricominciare a parlare di carry trades e di investimenti legati ai differenziali di tassi di interesse.

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