Cina, stime prudenti sulla crescita del Paese

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di Max Malandra 6 Marzo 2019 | 10:30

“La revisione al ribasso dell’obiettivo ufficiale di crescita è solo una conferma del fatto che questa volta la Cina non ricorrerà a una moltitudine di politiche di stimolo per stimolare l’economia – commenta Jeremy Lawson, chief economist di Aberdeen Standard Investments – Non è una cosa negativa. Il modello di crescita statale del Paese ha chiaramente dato enormi risultati negli ultimi 30 anni, ma ora la sua forza si sta esaurendo. Gli investitori potrebbero essere ossessionati dalle ultime misure di stimolo o dal tenore della guerra commerciale, ma il fatto è che le riforme che il presidente Trump chiede alla Cina contano molto di più per la Cina che per gli Stati Uniti”.

Accelerare le riforme del mercato e ridurre il dominio dello Stato sarà di vitale importanza per la Cina per completare il suo passaggio verso una traiettoria di crescita più sostenibile. “A tal fine, è la nuova legge sugli investimenti esteri, che sarà approvata dal Congresso, alla quale prestiamo la massima attenzione – continua Lawson – Se la Cina deciderà di adottare misure per vietare i trasferimenti tecnologici forzati, ridurre i requisiti delle joint venture e ridurre le interferenze con le imprese straniere, sarà un segnale nuovo che la politica si sta spostando in una direzione più positiva a lungo termine. Il Congresso di questa settimana non intende affrontare o risolvere tutte le sfide a lungo termine del paese. Si tratta di un progetto pluriennale. Ma i segnali per la crescita futura potrebbero finalmente migliorare”.

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