Certificati, da Bnp Paribas 20 Bonus Cap su azioni europee

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di Gianluigi Raimondi 7 Marzo 2019 | 15:00

BNP Paribas ha emesso di una nuova serie di certificati di tipo Bonus Cap su azioni di primarie società quotate nazionali e internazionali, con scadenza a giugno e a dicembre e rendimenti potenziali compresi tra il 6,75% e il 24 per cento.

I sottostanti

In particolare BNP Paribas ha lanciato 20 Bonus Cap Certificate su: Intesa Sanpaolo SpA (ISIN: NL0013313224, NL0013313117), UnitCredit SpA (ISIN: NL0013313232, NL0013313125), SocGen (ISIN: NL0013313240, NL0013313133), FCA NV (ISIN: NL0013313257, NL0013313141), Saipem SpA (ISIN: NL0013313265, NL0013313158), Telecom Italia SpA (ISIN: NL0013313273, NL0013313166), STMicroelectronics NV (ISIN: NL0013313281, NL0013313174), Iliad SA (ISIN: NL0013313299, NL0013313182), Bayer AG (ISIN: NL0013313307, NL0013313190), Daimler (ISIN: NL0013313323, NL0013313216).

Luca Comunian, Head of Distribution Marketing & Communication – Gobal Markets di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking, ha commentato: “I Certificate Bonus Cap sono strumenti che permettono di ottimizzare il portafoglio rispetto all’investimento diretto in azioni, offrendo un diverso profilo di rischio-rendimento e proteggendo al tempo stesso il capitale investito da moderati ribassi. Con i Certificate Bonus Cap si ha la possibilità di ottenere un rendimento interessante anche nel caso in cui il sottostante rimanga invariato o addirittura scenda fino a un valore massimo del 20%”.

Come funzionano i certificati Bonus Cap

I Bonus Cap consentono di ottimizzare il portafoglio rispetto all’investimento diretto in azioni. Inoltre, a scadenza, permettono di ottenere un Bonus se nel corso della vita del Certificate il sottostante non ha mai raggiunto un valore pari o inferiore alla Barriera continua. Infatti, è possibile guadagnare anche in caso di ribassi moderati delle azioni sottostanti, compresi entro il 20% del valore iniziale.

Se invece si verifica l’evento barriera, a scadenza il Certificate non paga il Bonus, ma un importo proporzionato all’effettiva performance del sottostante. In questo caso sono possibili due scenari: l’investimento si può concludere con un ritorno se il valore finale del sottostante è superiore a quello iniziale e il guadagno rimane comunque limitato dal livello del Cap. Si verifica una perdita del capitale investito commisurata alla performance negativa del sottostante, se il valore finale del sottostante stesso è inferiore al valore iniziale.

Ad esempio, il Bonus Cap su Intesa Sanpaolo con scadenza dicembre (ISIN: NL0013313224) pagherà a scadenza un premio di 21 Euro se durante tutta la vita del Certificate il titolo si è sempre trovato al di sopra del prezzo barriera (1,6676 €). Qualora Intesa Sanpaolo tocchi la barriera continua nel corso della vita del Certificate, a scadenza l’investitore riceve un importo commisurato alla performance del sottostante. Se tale performance è positiva, il Certificate scade e paga il valore nominale più il rendimento di Intesa Sanpaolo (per un valore massimo pari al 21 Euro), se invece è negativa ci sarà una conseguente perdita sul capitale investito (100 € per Certificate).

Il trattamento fiscale dei Certificate, considerati redditi diversi di natura finanziaria (con aliquota pari al 26%), a differenza di altre classi di investimento quali fondi ed ETF, permette di utilizzare le eventuali plusvalenze per compensare perdite pregresse.

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