Scudo fiscale – Tremonti affila le armi del Fisco

Un dialogo ricco di colpi di scena quello tra l’opposizione e il governo che, dietro lo scudo, resiste agli attacchi senza cedere di un passo, e anzi risponde con  precise stoccate.

Di fronte alle critiche mosse di recente, che accusavano l’emendamento di essere soltanto un mero espediente per fare cassa senza combattere realmente l’evasione, il ministro Giulio Tremonti ha risposto con una novità poco incoraggiante per chi già sente la tentazione di ignorare l’obbligo al rimpatrio dei capitali.

Ieri in Parlamento, con un emendamento presentato dai relatori del decreto legge anticrisi (gli stessi della Tremonti-ter), sono stati ampliati i poteri del Fisco che avrà giurisdizione di intervento e accertamento anche in deroga alla norma dello scudo.
Gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza potranno accedere a tutti i dossier a carico di aziende o società, anche in corso di istruttorie preliminari da parte di qualsiasi ente pubblico o di vigilanza.

L’emendamento firmato rientra nelle condizioni necessarie alla buona riuscita del nuovo scudo, e risponde alle critiche mosse riguardo gli intenti stessi della norma, che così esplicita anche la sua utilità nella lotta all’esenzione.
I recalcitranti ad aderire all’operazione di rimpatrio saranno quindi maggiormente invogliati ad usufruire dello scudo, ma non solo. In quest’emendamento ci sono le potenzialità per un mutamento generale della situazione fiscale italiana. Il Fisco potrà infatti accedere agli archivi della Banca d’Italia, Antitrust, Consob, Isvap e Inps, per ottenere informazioni e documenti “di natura creditizia, finanziaria e assicurativa relativi alle attività di controllo e di vigilanza svolta dagli stessi, anche in deroga a specifiche disposizioni di legge.”.
Il Fisco sta quindi affilando le armi, rendendo più efficaci gli strumenti di accertamento in suo possesso, e per evitare possibili distorsioni le operazioni di controllo dovranno essere necessariamente approvate dal direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate o dei direttori regionali della Guardia di Finanza.

Se fino ad ora il Fisco ha avuto libertà d’intervento sui conti correnti, ora avrà la possibilità di ispezionare gli atti di una singola azienda, e questo è uno sviluppo importante per il controllo e la lotta all’esenzione fiscale.

Le commissioni Bilancio e Finanze ieri si sono riunite in seduta notturna per evitare di porre la fiducia sull’emendamento e garantirne il passaggio in aula entro domani, tuttavia i tempi di conversione in legge del decreto, con il passaggio in Senato, sono molto stretti.

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