Dopo le aspettative, i dati reali

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di Luca Lodi 21 Luglio 2009 | 11:00
Dopo circa un mesetto di correzione determinata sia da ragioni tecniche che dall’attesa di elementi positivi provenienti dall’evoluzione congiunturale sembra ritornato l’ottimismo sui mercati.

Le aspettative che ormai da mesi erano migliorate avevano bisogno di essere confermate da dati oggettivi che facessero riferimento all’evoluzione dell’economia reale e non solo al sentiment degli operatori; segnali non erano mancati ma complessivamente le statistiche economiche dei mesi scorsi erano contraddittorie, nelle ultime settimane sono invece emerse coralmente indicazioni positive su produzione industriale, PIL , vendite al dettaglio ecc.. sebbene ancora incomplete perchè non tutte coerenti come periodo e area geografica di riferimento.

Lo scenario non è cambiato in maniera radicale ma si è confermata la stabilizzazione della crisi grazie ai poderosi interventi governativi; quando si parla di miglioramento si fa infatti riferimento quasi sempre alle variazioni congiunturali, quelle calcolate rispetto al periodo immediatamente precedente e non a quello analogo dell’anno prima. A questi risultati contribuisce poi il prevedibile influsso del ciclo delle scorte, che dopo aver accentuato il rallentamento per effetto dello svuotamento dei magazzini adesso genera l’effetto opposto nel momento in cui questi ultimi devono essere ripristinati.

Le aspettative successive alla prima reazione dei Governi sono quindi state rispettate, le ipotesi più catastrofiche sembrano lontane, le prime trimestrali in pubblicazione in questi giorni danno ulteriore vigore alle borse, ma non si può ancora parlare di ripresa. Questa potrebbe essere lenta sebbene non bisogna sottovalutare alcuni elementi di ottimismo. Primo tra questi è la vitalità di alcune economie emergenti, la Cina in primis, che potrebbero contribuire in maniera non marginale alla crescita dei prossimi anni; poi la determinazione e la collaborazione a livello internazionale nell’affrontare le problematiche economiche divenute globali.

Non mancano le incognite e i rischi di un nuovo cigno nero deteminato dalle cosidette “exit strategy”, ma i tempi sono lunghi, per ora bisogna seguire l’onda e accrescere gradualmente il peso dell’equity. Considerando la possibilità di un fase laterale di medio periodo, anche le correzioni possono essere considerate dunque come opportunità.
 

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