Dalla Cina con furore

A
A
A
di Giacomo Berdini 22 Luglio 2009 | 09:20
La Cina inizierà una nuova campagna di fusioni e acquisti di asset offshore sul mercato estero, i giganti dell’industria iniziano la caccia alle compagnie straniere e alle azioni deprezzate, il tutto sostenuto dalle riserve cinesi di liquidi in valuta estera.

Pechino userà le sue riserve liquide di valuta estera, le più vaste al mondo, per supportare ed accelerare l’espansione oltremare e le acquisizioni delle compagnie cinesi.

L’ha dichiarato il premier Wen Jiabao, in una dichiarazione riportata dal Financial Times:
“Abbiamo la possibilità di sollecitare la realizzazione della nostra strategia sui mercati esteri, e combinare l’utilizzazione di riserve di valuta estera con l’espansione sui mercati stranieri delle nostre compagnie.”. Il premier, inoltre, ha dichiarato che è intenzione del governo incrementare l’esportazione globale dei prodotti cinesi.

Going out” è ormai diventato lo slogan governativo per incoraggiare gli investimenti e le acquisizioni oltremare da parte dei giganti dell’industria di proprietà statale.

“È la prima volta che sentiamo un’articolazione ufficiale sulla politica d’utilizzo delle riserve di valuta estera per supportare direttamente le corporazioni nell’acquisto di asset offshore.”, ha detto Qu Hongbin, amministratore all’HSBC (Hongkong & Shangai Bancking Corporation).
Il premier Jiabao ha elaborato la sua strategia per rilanciare le imprese cinesi e ridurre la dipendenza dal dollaro Us; invece di accumulare valute estere e asset finanziari a breve termine il governo vuole che la nazione raccolga più azioni aziendali a lunga scadenza.
Gli assi delle aziende statali, in particolare quelle impegnate nel settore petrolifero, hanno recentemente iniziato la loro caccia alle compagnie straniere e agli asset liquidati a causa della crisi economica.

“Tutti dicono che dovremmo dirigerci verso il mercato occidentale per acquistare le azioni deprezzate”, ha confermato Chen Yuan direttore generale della CDB, “Penso che non dovremmo dirigerci solo a Wall Street ma anche verso altri paesi ricchi di risorse naturali.”, continua il signor Chen, “Nessun ostacolo può dissuadere i propositi della nostra nazione, noi inizieremo una nuova campagna di fusioni e acquisti offshore sul mercato estero.”.

Il Bull market cinese seguito alle riforme applicate all’offerta pubblica è ormai in grado di orientare i prezzi delle piazze mondiali, e il generale andamento dell’economia della Repubblica Popolare non ci fa dubitare delle sue parole.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X