Jpy – primi segnali di debolezza

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di Redazione 23 Luglio 2009 | 07:00
La divisa giapponese, per molti anni in declino pilotato dalla Boj, ha messo a segno nell’ultimo anno e mezzo il recupero più significativo tra tutte le valute cosiddette majors. Ma la sua ripresa, purtroppo, è stata accompagnata alla crisi peggiore degli ultimi 80 anni, così come capita alle valute che sono considerate perennemente divise da finanziamento.

Mentre il dollaro sembra aver trovato un minimo di stabilità nei confronti della moneta unica, in un range che ormai è noto a tutti, ovvero tra 1.4160 e 1.4270, lo Yen sembra finalmente essersi sbloccato dopo settimane di indecisione e, anche grazie al recupero dei listini azionari, potrebbe aver finalmente aver imboccato la discesa che tanti si auspicano. Si perché la divisa giapponese, per molti anni in declino pilotato dalla Boj, ha messo a segno nell’ultimo anno e mezzo il recupero più significativo tra tutte le valute cosiddette majors. Ma la sua ripresa, purtroppo, è stata accompagnata alla crisi peggiore degli ultimi 80 anni, così come capita alle valute che sono considerate perennemente divise da finanziamento.
Ebbene dopo un anno e mezzo di ripresa, forse non si è lontani dal momento in cui lo Yen ricomincerà a scendere strutturalmente anche se forse non sono ancora completamente mature le condizioni per un suo indebolimento. Dovranno infatti cambiare le aspettative sui tassi di interesse delle valute concorrenti lo Yen per avere quasi la certezza di un suo indebolimento.
Ebbene, la nostra idea è che già da oggi, con gli analisti che già ipotizzano rialzi dei tassi negli States nel 2010, il mercato comincerà a spingere il UsdJpy al rialzo proprio su queste aspettative, con anticipo e quando si arriverà all’eventualità che la forbice tassi Usa-Giappone si allargherà il dollaro avrà già corso parecchio nei confronti dello Yen. Prepariamoci.

Il grafico giornaliero evidenzia ancora la debolezza del dollaro anche se una eventuale violazione dell’ultimo massimo significativo (94.80) sarebbe un primo segnale di un possibile recupero che potrebbe portare i prezzi almeno in area 95.90 e quindi 96.80 dove passa la trendline cruciale di medio termine, ovvero la linea maginot tra trend di ribasso e inversione della tendenza.
Nel medio termine, per tante ragioni, sosteniamo una ripresa di questo cambio, sia per l necessità per il Giappone di ricominciare ad esportare, sia perché a livello tassi di interesse la ripresa economica renderà nuovamente appetibili altre valute riaprendo il capitolo ormai abbandonato da tempo, dei carry trades.
Le incognite, a voler essere chiari, derivano quasi esclusivamente dalle enorme quantità di dollari che la Boj ha e dal pericolo che la diversificazione delle riserve valutarie da parte di altre potenze economiche possa incidere sull’indebolimento della valuta del paese del sol levante.
Nei confronti della moneta unica, il quadro appare leggermente più incerto soprattutto perché la moneta dei 25 potrebbe subire ricadute nei confronti del biglietto verde tanto significative da frenare la ripresa sullo Yen. Tecnicamente i punti da rompere sono posizionati in area 135.00 e quindi 136.80 e 139.00 che sono i precedenti massimi visti nel mese di giugno.
La tendenza per ora resta a salire anche se riteniamo che da un punto di vista macro, prima che la Bce possa allargare la forbice tassi alzandoli, ci vorrà molto tempo, altro motivo per essere prudenti sulla salita del cross in questione.

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