Salta il Ceo di Porsche, fusione in vista con VW

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di Marco Mairate 23 Luglio 2009 | 10:30
Sembra concludersi la ‘telenovela’ finanziaria che ha tenuto con il fiato sospeso il mercato dell’auto tedesco. Ora Porsche diverrà parte di VW mentre il Ceo e autore della tentata scalata a VW esce di cena con un ricco bottino.

Wendelin Wiedeking (foto), Ceo di Porsche e da molti considerato l’autore della rinascita del marchio di lusso, lascerà l’azienda seppur mantenendo un ruolo da consulente.

La decisione è giunta ieri sera dopo un consiglio di amministrazione durato oltre 15 ore e che vedeva contrapposte le due famiglie che controllano il gruppo automobilistico tedesco.

Secondo gli accordi raggiunti ieri, il gruppo Porsche procederà con un aumento di capitale da 5 miliardi di euro, necessari per ristabilire l’ordine finanziario nei conti del gruppo, e successivamente verrà portato avanti il processo di aggregazione con la ‘rivale’ Volkswagen.

Wiedeking che lascerà insieme al direttore finanziario, è stato per anni uno dei manager più pagati al mondo con 80 milioni di euro di stipendio intascati nel solo 2008. Ora si appresta a lasciare con una mega buonuscita (si parla di 50 milioni di euro) cifra che dovrebbe essere in parte devoluta in beneficenza anche per non far montare le polemiche sul vecchio tema manager & stipendi.

Al posto di Wiedeking arriva Michael Macht, attualmente il responsabile della produzione della casa di auto sportive.

Circa il futuro di Porsche, ora che è stato confermata l’aggregazione con VW, è atteso (come ampliamene documentato nei giorni scorsi) l’ingresso nel capitale dell’emirato del Qatar disposto a investire una cifra notevole che dovrebbe corrispondere al 20% della compagnia. Successivamente le famiglie che controllano Porsche, la famiglia Porsche e i Piëch di VW, intendono vendere il marchio sportivo a VW per 4 miliardi di euro, raccogliere i mezzi freschi per la ricapitalizzazione insieme gli arabi e magari incorporare Salzburg Holding, uno dei più grandi grossisti di auto al mondo, dentro il gruppo Porsche.

Se la complicata operazione dovesse andare in porto, verrebbe a formarsi un impero dell’auto con all’attivo 10 marchi, che includono Porsche, Seat, Bentley, Audi e ovviamente Porsche.

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