Tesla, l’auto del futuro

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di Max Malandra 2 Aprile 2019 | 16:45

Il mercato sembra essersi convinto che l’auto elettrica sia destinata a soppiantare quella tradizionale, per il convergere di un incremento della sensibilità ambientale, soprattutto per chi vive nelle grandi metropoli, ma anche per una crescente durata delle batterie ed un loro costo viceversa decrescente. “Tesla è considerata l’auto del futuro, nasce nel 2003 a San Carlo in California, da Elon Musk, primo finanziatore e da un gruppo numeroso di ingegneri – racontano da Notz Stucki –  Con un investimento di 5 miliardi di dollari ed un’offerta di lavoro per 22mila persone, è riuscita ad irrompere sul mercato nel 2008, sconvolgendo i canoni e la concezione di auto 100% elettrica”.

Nel giugno del 2010, la Casa californiana è stata quotata in Borsa, acquisendo un valore nel corso degli anni pari a 43 miliardi di euro, dato molto elevato considerando la produzione limitata di auto rispetto ai giganti del settore e soprattutto per il debito accumulato molto elevato, pari ad un miliardo nel 2018.

La forza di Tesla è stata proprio quella di non aver mai perso la fiducia dei suoi azionisti – continuano gli esperti dell’asset manager ginevrino – Sebbene generi perdite, le aspettative per il futuro sono estremamente positive, giustificando così l’alto prezzo delle azioni. Nel 2018 ha realizzato un fatturato di 21 miliardi di dollari e ha venduto 245 mila auto, record di vendite, e per il 2019 sono previste quasi 500 mila vetture da immettere sui mercati mondiali”.

Sono previste nei prossimi mesi le prime consegne di un modello «entry level», la Tesla Model 3 da 35.000 dollari, una versione base meno costosa, ma con un’autonomia di più di 350 km e uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi, con una velocità massima raggiungibile di 209 km/h.

“Tesla ha accumulato un vantaggio competitivo che risulterà difficilmente colmabile sul mercato, grazie allo spirito di innovazione sostenibile e per la modalità di come ha concepito le sue auto, come una sorta di grande smartphone, in una fase storica in cui la componentistica elettronica pesa sempre di più e ha sempre più rilievo fra i criteri di scelta degli acquirenti” concludono da Notz Stucki.

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