Gam: accordo con Julius Baer rimuove ogni confusione sul marchio

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Luca Spoldi di Luca Spoldi2 marzo 2017 | 16:34

GAM: RAFFORZIAMO IL MASTER BRAND – Commentando l’accordo con cui GAM Holding e Julius Baer hanno posto fine all’accordo di licenza per l’utilizzo del marchio Julius Baer nella commercializzazione dei fondi di investimento, il Ceo di Gam, Alexander S. Friedman, ha sottolineato come il gruppo negli ultimi due anni abbia semplificato l’architettura del brand e ridisegnato e rafforzato il “master-brand” GAM. “L’accordo con Julius Baer – ha aggiunto Friedman – segna il passo finale nella nostra iniziativa strategica volta a ridurre la complessità del nostro marchio. Questo ultimo passaggio rimuove la confusione sul branding dei nostri prodotti, permettendoci di investire in un singolo marchio e impatta anche positivamente sui nostri profitti”.

PER GAM BENEFICI SUL LATO DEI RICAVI E DELLE COMMISSIONI – L’accordo raggiunto tra i due gruppi prevede il pagamento, una tantum, di 4,15 milioni di franchi svizzeri da parte di Julius Baer e la rinuncia a commissioni di licenza pari a circa 9,6 milioni di franchi altrimenti pagabili da GAM per il periodo che va dall’inizio del quarto trimestre 2015 sino a fine 2016. Importi, precisa una nota, che si sono riflessi nei risultati finanziari di GAM del 2016, con beneficio, rispettivamente, per le commissioni nette di gestione da un lato e altri ricavi netti, dall’altro, secondo la metodologia Ifrs.

NON SI PREVEDONO SIGNIFICATIVI DEFLUSSI DAI FONDI – Nel periodo di transizione previsto per permettere un ordinato processo di rebranding dei fondi nel 2017 non sarà dovuta alcuna commissione di licenza. Alla fine del 2016, il patrimonio di GAM in fondi a marchio Julius Baer era pari a 24 miliardi di franchi svizzeri e la società non si aspetta che i flussi dei clienti subiscano ripercussione a seguito del processo di rebranding, considerando che questi fondi non sono venduti direttamente tramite i canali di distribuzione retail, bensì attraverso intermediari sofisticati che valutano i prodotti più sulla base del loro track record che del marchio.


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