Etf, nuovo rallentamento per la raccolta in Europa

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di Gianluigi Raimondi 10 Aprile 2019 | 18:30

La raccolta netta di nuovi capitali nel mercato degli ETF europei è stata di 5,2 miliardi di euro a marzo, dato inferiore rispetto ai 13,7 miliardi di euro di febbraio. Gli afflussi verso le azioni sono crollati (-1,7 miliardi di euro rispetto a 6,7 miliardi) a causa dei forti defussi dall’azionario mercati sviluppati (-2,1 miliardi di euro) e dei flussi più contenuti verso le azioni dei mercati emergenti (0,4 miliardi di euro rispetto a 1,7 miliardi di euro). E’ quanto emerge dall’analisi di Lyxor sui flussi europei degli ETF relativa al mese di marzo 2019 che avverte poi come la continua incertezza in Europa abbia poi nuovamente tenuto lontano gli investitori dalla regione.

Al contempo, gli ETF obbligazionari hanno attratto investimenti consistenti (5,8 miliardi di euro) per il quarto mese consecutivo, trainati dalle obbligazioni societarie dei mercati sviluppati e dai titoli di Stato dei mercati emergenti, dopo che le dichiarazioni accomodanti delle banche centrali e il calo dei tassi d’interesse sono tornati ad alimentare la ricerca di rendimento. Gli afflussi verso gli ETF su materie prime, che lo scorso mese avevano registrato un dato leggermente favorevole, hanno ripreso una tendenza negativa.

Si è trattato di un altro mese positivo per gli ETF Smart Beta, con una raccolta di 1,1 miliardi di Euro, principalmente confluiti negli ETF con fattore quality. Il mese è stato soddisfacente anche per gli income generator. Infine, benché positivi per tutte le categorie, i flussi verso gli ETF con approccio ESG (406 milioni di euro) sono stati nettamente inferiori rispetto a quelli di febbraio (1,1 miliardi di euro).

Dopo una pausa lo scorso anno, la ricerca di rendimento è decisamente ripartita nei mercati sia azionari che obbligazionari, alimentata dall’orientamento più accomodante delle banche centrali e dal calo dei tassi d’interesse.

Nell’universo del reddito fisso, le obbligazioni societarie investment grade e high yield hanno attratto notevoli investimenti da inizio anno, e a marzo hanno segnato un record con afflussi pari a complessivamente 3,6 miliardi di euro. La raccolta mensile delle obbligazioni societarie investment grade, pari a 2,3 miliardi di euro, è stata la seconda più elevata nella storia (dopo il record di 2,4 miliardi di Euro dell’aprile 2016, quando venne annunciata la seconda LTRO). I nuovi flussi verso gli ETF obbligazionari high yield hanno raggiunto il record di 1,3 miliardi di euro. Per quanto riguarda le azioni, che da metà 2017 a metà 2018 avevano perso il favore degli investitori, gli ETF income generator hanno risvegliato l’interesse del mercato. A fine marzo i nuovi investimenti ammontavano a 1,7 miliardi di Euro.

I dati storici suggeriscono una notevole correlazione negativa in termini di afflussi verso le obbligazioni societarie e gli ETF ad alto dividendo da un lato, e il tasso d’interesse tedesco a 10 anni dall’altro. I flussi verso prodotti a più alto reddito tendono a registrare un picco quando i tassi d’interesse raggiungono i minimi storici. Nel caso in cui il contesto di rendimenti estremamente bassi dovesse continuare, ci aspettiamo persistenti afflussi verso le obbligazioni societarie e gli ETF azionari income generator.

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