Speranze e ostacoli

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Avatar di Gianluigi Raimondi 18 Aprile 2019 | 15:00

Si attenua il timore di una recessione negli Stati Uniti, alimentando le aspettative dei mercati, ma sono visibili alcuni ostacoli a breve scadenza, come gli utili del 1°trimestre. Più lontano all’orizzonte se ne profilano altri, dalla bassa inflazione alla Brexit e alle mancate riforme strutturali in Europa. Ecco di seguito la view di Christian Nolting, cio globale di Dws.

Usa

Le aspettative degli investitori sono state sostenute dagli apprezzabili dati dell’occupazione negli Stati Uniti, che non solo ridimensionano il timore di una prossima recessione, ma mostrando il rallentamento della dinamica rialzista dei salari confermano la validità dell’orientamento più accomodante della Federal Reserve. L’ostacolo successivo potrebbe essere la pubblicazione del PIL cinese del 1°trimestre, prevista per mercoledì prossimo. Riteniamo possibile un lieve rallentamento dell’economia dal +6,40% del 4°trimestre, che tuttavia a nostro parere sarà ignorato dai mercati, rinfrancati dall’aumento degli investimenti in infrastrutture, dagli sgravi fiscali e dalla prospettiva di un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Invece i mercati potrebbero scrutare con attenzione crescente l’andamento gli utili delle aziende statunitensi nel trimestre in corso.

Quali altri ostacoli dovranno affrontare le Borse per proseguire la ripresa?

Se alcuni sembrano di natura prevalentemente economica, altri hanno carattere più geopolitico. Dal punto di vista strettamente economico, le Banche centrali tentano di ravvivare l’inflazione ostinatamente bassa. Questa settimana negli Stati Uniti è stato comunicato l’aumento dell’inflazione dei prezzi al consumo, ma l’inflazione al netto di alimentari e carburanti è scesa al minimo degli ultimi 13 mesi e anche il recente andamento dell’inflazione nell’eurozona è poco incoraggiante. In Cina sono rincarati i generi alimentari, ma i prezzi alla produzione restano inchiodati a livelli ostinatamente bassi. Resta incerto quando l’inflazione potrebbe ritornare a livelli “normali”.

L’Europa combatte tuttora con una serie di problemi economici e politici

Il fiacco andamento economico ha indotto la BCE a puntare nuovamente il dito contro le mancate riforme strutturali negli Stati membri. Verosimilmente la questione resterà d’attualità, perché la BCE non dispone degli strumenti per stimolare l’economia riducendo il tasso d’interesse. La Brexitresta tra i motivi d’inquietudine più immediati. La nuova proroga al 31 ottobre concessa al Regno Unito dai 27 Paesi dell’UE per attuare la Brexitnon risolve il problema, e anzi potrebbe creare rischi politici non solo per il Regno Unito (ad esempio portando a nuove elezioni), ma per la stessa UE.

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