Cina, all’orizzonte nuovi stimoli ai consumi interni?

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di Gianluigi Raimondi 18 Aprile 2019 | 14:30

Di Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr

I dati macro cinesi di marzo sono risultati buoni: spettacolare la produzione industriale, che ha fatto segnare un +8.5% anno su anno, da precedente +5.7% e rispetto alle attese di un più moderato +5.9%. Più contenuto, ma sempre sopra attese, l’aumento delle retail sales (+8.7% da precedente +8.2% e vs stima di +8.4%). Gli investimenti hanno accelerato in linea con le attese (+6.3% da prec +6.1%. La stima del GDP del primo trimestre 2019 ha superato il consenso di 0.1% (di più, non è concesso) segnando un 6.4% da precedente 6.6%.

Dal report di Pechino si nota poi il balzo della spesa pubblica nel primo trimestre (+23%), un chiaro segnale che l’estrema debolezza del ciclo cinese nella seconda metà del 2018 ha innervosito le autorità, inducendole a intensificare gli sforzi per ottenere un rimbalzo congiunturale (il famoso “we aim  to have a good start of the economy in the first quarter” del 15 gennaio).

Effettivamente, questo livello di deficit sembra insostenibile, ed è probabile che su questo fronte le autorità tireranno i remi in barca per il resto dell’anno. Resta l’impatto delle misure fiscali e monetarie già decise, e in gran parte in vigore, che dovrebbe estendersi per qualche trimestre.

Come osservato più volte, a marzo anche le serie più affidabili ( e quelle pubblicate oggi non sono tra queste) subiscono distorsioni legate al collocamento del Capodanno cinese, che deprime l’attività di Febbraio quando cade presto (come quest’anno) e in parte quella di Marzo quando cade tardi (come l’anno scorso). Detto questo, il segnale di forza degli ultimi dati è stato corale, con tutti e quattro i PMI che hanno sorpreso al rialzo segnalando attività in accelerazione, gli aggregati di credito a segnalare un forte rimbalzo della domanda e delle erogazioni a marzo, e la stringa di dati odierna. A questo punto, l’onere della prova passa sugli scettici.

Riguardo la possibilità che le autorità levino il piede dall’acceleratore, è probabile che la spinta sul fronte monetario si attenui, dopo misure aggressive come i 200 bps di taglio della riserva obbligatoria nello spazio di 4 mesi. Ma gli ultimi aggregati monetari sembrano indicare che gli effetti di quanto erogato stanno facendo effetto. Quanto al resto, ieri sono circolate indiscrezioni che le autorità starebbero considerando misure di stimolo dei consumi. Gli incentivi riguarderebbero il settore auto, smartphones ed elettrodomestici.

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