Saipem: bene la trimestrale, ma il titolo rischia di scendere

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di Gianluigi Raimondi 18 Aprile 2019 | 10:00

Reduce da ottimo inizio d’anno che ha portato sopra il 45% il guadagno degli ultimi 12 mesi, il titolo Saipem potrebbe mettersi ulteriormente in luce dopo l’annuncio dei dati trimestrali apparsi superiori alle attese per quanto riguarda i ricavi e in linea a livello di utili.

In particolare Saipem ha chiuso i primi tre mesi del 2019 con 21 milioni di euro di profitto, a fronte di una perdita di 2 milioni con cui si era chiuso lo stesso periodo del 2018. L’utile netto rettificato è invece salito a 29 milioni (dagli 11 milioni del 2018).

I ricavi hanno raggiunto i 2,156 miliardi (si erano fermati a 1,915 miliardi l’anno prima), con un Ebitda di 266 milioni (201 milioni nel 2018) ovvero un Ebitda rettificato (al netto degli effetti dell’applicazione dell’Ifrs 16) di 274 milioni (214 milioni l’anno precedente), ovvero circa 39 milioni più delle attese. In crescita anche l’Ebit: 118 milioni contro gli 87 milioni dei primi tre mesi del 2018 (a livello rettificato 126 milioni, 26 in più che nel 2018 e 18 milioni meglio delle previsioni).

L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2019 ante effetti “lease liability Ifrs 16” era pari a 1.185 milioni, in crescita di 26 milioni rispetto al 31 dicembre 2018 (1.159 milioni di euro). Comprendendo gli effetti lease liability Ifrs 16 (560 milioni di euro, una decina di milioni più di quanto ci si attendeva) l’indebitamento netto sale a 1.745 milioni di euro. Illustrando i risultati trimestrali l’amministratore delegato Stefano Cao ha tuttavia indicato in “circa un miliardo” il livello di indebitamento netto previsto a fine anno ante effetti lease liability Ifrs 16.

Nel corso del primo trimestre dell’anno Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 2.517 milioni di euro (contro i soli 1.023 milioni di euro del primo trimestre del 2018), vedendo salire il portafoglio ordini al 31 marzo 2019 a 12.980 milioni di euro, di cui 5.288 milioni di euro saranno eseguiti nel corso dell’anno. Il portafoglio ordini comprensivo di società non consolidate era invece pari a 14.824 milioni di euro, di cui 5.442 milioni da realizzarsi nel 2019.

Confermate la guidance per il 2019

Anche se il management ha sottolineato l’elevata volatilità del prezzo del petrolio e livello ancora contenuto dei nuovi investimenti delle oil company che verosimilmente caratterizzeranno anche quest’anno. Il buon andamento degli ordini finora acquisiti unitamente alle previsioni sulle offerte commerciali in corso, consente di prevedere ricavi attorno ai 9 miliardi di euro per l’intero 2019, con una marginalità a livello di Ebitda rettificato superiore al 10%. Gli investimenti tecnici (74 milioni nel primo trimestre contro i 32 milioni di un anno prima) sono previsti attorno ai 500 milioni di euro nell’arco dell’anno.

Se i risultati e la conferma della guidance per l’intero anno sembrano elementi in grado di offrire sostegno alle quotazioni, gli analisti tecnici consigliano tuttavia cautela permanendo il titolo in un trend ribassista di breve e medio periodo che potrebbe facilmente riportare sui supporti in area 4,52-4,47 euro il titolo (che ieri aveva chiuso a 4,69 euro, in rialzo del 2%), sia pure dopo qualche tentativo di recupero, che rischia però di arrestarsi in area 4,78-4,83 individuata come resistenza.

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